sabato 7 luglio 2012

Cinema






Messico, 1880. Sara, figlia di un ricco banchiere, viziata e capricciosa; Maria, appartenente a una famiglia di contadini, concreta e orgogliosa. Due giovani donne - diversissime per ceto e provenienza - che in teoria hanno poche possibilità di incrociare i loro destini e invece diventano le ragazze più ricercate del West. Nel loro paese, infatti, arriva Tyler Jackson - un funzionario della Bank and Trust di New York - il quale ha un unico obiettivo: il prolungamento della ferrovia americana in terre messicane; e, per raggiungerlo, vuole espropiare illegalmente i terreni ai piccoli fazenderos. Sara e Maria, a questo punto, decidono di allearsi per difendere i propri diritti e quelli delle loro famiglie: si trasformano, così, in pericolose rapinatrici di banche, ma assaltano solo le filiali di proprietà della Bank and Trust. "Bandidas" non è un capolavoro che resterà nella storia del cinema, però è un film gradevole, leggero, scorrevole. Uno "spaghetti western" tutto al femminile che ricorda più Bud Spencer e Terence Hill che John Ford, ma in cui le due bellissime e brave Salma Hayek e Penelope Cruz sono degne anche di Jessie James e di Billy The Kid per arguzia, senso dell'onore e riflessi pronti. Un film che parla dell'America di ieri e di oggi, ma che non ha nulla di americano: scritto dal francese Luc Besson, girato interamente in Messico e diretto da due registi norvegesi: ritmo frizzante, battute divertenti e un pizzico di ironia per parlare - neanche poi tanto metaforicamente - di colonizzazione, avidità, soprusi: tutto questo, ancora, in nome di una falsa idea di Democrazia e di un'inutile Modernità.

Nessun commento:

Posta un commento