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martedì 10 aprile 2012

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Il film ripropone con grande fedeltà le vicende dell'Esodo. Il faraone Ramsete attua una politica genocida contro il popolo di Israele. Perché non venga trovato ed ucciso, Mosè viene posto in un cesto di vimini dalla sorella Miriam ed affidato alle acque del Nilo. Il bambino viene raccolto e adottato dalla figlia del Faraone. Diventato adulto, il "Principe Mosè" è incaricato di sorvegliare i lavori degli Ebrei. Si ribella alla vista delle angherie cui questo popolo viene sottoposto e la sua reazione arriva sino ad uccidere, senza volerlo, un Egiziano. Costretto a fuggire dal paese, trova ospitalità presso Jethro, sacerdote di Madian, alle falde del monte Horeb. Ne sposerà poi la figlia Sefora, da cui avrà Gerson. Alle pendici dell'Horeb, fa la esperienza del Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe", che gli parla dal roveto ardente. Tornato in Egitto, si scontrerà, insieme con Aronne, contro il Faraone che non vuol lasciare libero il popolo di Israele. Dieci terribili calamità si abbatteranno sull'Egitto. Finalmente il 14 di Nisan, dopo aver sacrificato l'Agnello, gli Ebrei potranno lasciare la terra di schiavitù. Il mare, sotto la spinta di un vento robusto, si aprirà al loro passeggio; si richiuderà poi e travolgerà gli inseguitori Egiziani. Mosè potrà condurre così il popolo d'Israele lungo il deserto, tra ribellioni interne, marce estenuanti ed incessanti attacchi esterni, fino al Sinai. Ivi sigillerà il Patto tra il Dio Vivente ed il Suo Popolo. Morirà in vista della terra promessa. Giosuè potrà finalmente prendere possesso di Canaan, la terra "ove scorre latte e miele".Grandissime interpretazioni di Burt Lancaster ad Anthony Quayle ed anche di Laurent Terzieff nei panni di Ramsete II.

venerdì 30 marzo 2012

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Torna “Dexter”, con la sesta stagione, Michael C. Hall interpreta ancora una volta l’ematologo di Miami che, di notte, diventa un serial killer pronto a giustiziare gli assassini che la polizia non riesce a catturare, soddisfando la propria sete di sangue. La stagione in partenza sarà dedicata al tema della fede e della ricerca, da parte del protagonista, di un barlume di spiritualità nella sua essenza.
Sarà una ricerca che s’intreccerà con la caccia al “Big bad”, il cattivo che ogni stagione tormenta la squadra degli omicidi di Miami: una serie di delitti a sfondo religioso, infatti, costringerà il team a dover affrontare degli omicidi relativi all’Apocalisse, con un fantomatico “profeta” pronto a sacrificare vite umane prima del Giorno del giudizio.
Sono due, però, i volti su cui si dovranno concentrare le ricerche: il professor Gellar (Edward James Olmos, il comandante Adama in “Battlestar Galactica”), per cui l’Apocalisse è vicina, ed il suo allievo Travis (Colin Hanks, figlio di Tom). Le indagini della Omicidi, come sempre, saranno parallele a quelle di Dexter, che cercherà di superare i colleghi per vendicarsi a modo suo.

domenica 5 febbraio 2012

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Spartacus è una serie televisiva statunitense incentrata sulle gesta di Spartaco, gladiatore trace interpretato dall'attore australiano Andy Whitfield, successivamente sostituito da Liam McIntyre.
Mescolando azione e romanticismo, la serie racconta le gesta del trace Spartaco, fatto prigioniero dai romani e divenuto gladiatore, e della sua rivolta contro la Repubblica romana nel 73 a.C., illustrando come poteva essere la vita da gladiatore del trace. È una serie trasmessa su un canale privato, Starz. Conseguentemente non subisce una forte censura, e sono numerose le scene a carattere erotico/sessuale e di violenza. L'intento è di rappresentare la società romana dell'epoche delle Guerre Civili in modo vivo ed intenso, senza mezze misure, ma con la violenza quotidiana del mondo dei gladiatori come quella provocata dagli intrighi delle classi più alte, che si abbandonano al contempo alla lussuria ed agli agi. La fotografia e gli effetti visivi si ispirano alle note opere grafiche e cinematografiche di Frank Miller, come 300 e Sin City.Originale e intensa anche se parecchio violenta.

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Rebecca Madsen è una detective del San Francisco Police Department che sta indagando su un atroce caso d'omicidio, quando si ritrova con un'impronta appartenente a Jack Sylvane, un criminale che era rinchiuso nella vecchia prigione di Alcatraz e che era dato per morto da decenni. Quando tenta di approfondire il mistero, l'agente federale Emerson Hauser tenta inizialmente di ostacolarla, per poi affiancarla nelle indagini con il suo fidato tecnico di laboratorio Lucy. Rebecca, che nel frattempo si era rivolta all'esperto della prigione Diego Soto, scopre che non solo Sylvane è ancora vivo, ma non è invecchiato di un giorno dai tempi in cui era rinchiuso ed è tornato a seminare vittime. Inoltre, presto la detective Madsen si renderà conto che Sylvane è solo una piccola parte di un mistero molto più grande: altri prigionieri stanno infatti per riapparire dal passato.Una serie interessante ed originale con un cast di ottimi attori a partire dall'eccellente Sam Neill.

domenica 22 gennaio 2012

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La quarta ed ultima stagione di questa avvincente serie storica.La maturità raccontata fino alla morte di Enrico VIII,tra l'allontanamento di sua moglie Anna di Cleves,alla scoperta e decisione di prendere come nuova moglie Katherine Parr,donna saggia e intelligente,l'unica capace di essere amata e rispettata nell'età matura dal re.Le lotte per la successione,la morte di amici cari,quella di traditori imprevisti,le lotte intestine tra protestanti e cattolici,la guerra con la Francia e la battaglia di Boulougne.Enrico lascerà un regno diviso,governato per soli sei anni da suo figlio Edoardo,che mori a 15 anni,succeduto dalla sorellastra Maria,detta Maria la sanguinaria per la sua feroce repressione dei protestanti,che governò pochissimi anni e alla quale successe l'ultima dei figli di Enrico VIII,Elisabetta che invece fu la regina che regnò per 45 anni,ristabili l'oridne nel regno,con forza e con abilità diplomatica,fece rifiorire le asfittiche casse del regno,fece leggi giuste e infatti il suo regno viene definito dagli storici inglesi "The golden age".Bellissima la parte finale con Enrico che rivede tutte le sue mogli prima di fare testamento decidendo di essere seppellito accanto alla moglie Jane Seymour,quella amata di più nel senso più completo di questo termine.

lunedì 9 gennaio 2012

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La terza stagione vede l'ascesa e la caduta del cancelliere del re Thomas Cromwell,potentissimo e spietato,vero fautore dell'ascesa del protestantesimo in Inghilterra e della caduta della Chiesa romana,ma anche del saccheggio e della distruzione delle abbazie e dei monasteri e della confisca dei beni della Chiesa.Cadde in disgrazia ad opera della corte che non ne poteva più della sua arroganza e nel Regno era odiato proprio per quello che aveva fatto ai monasteri e per aver ordinato una feroce repressione dei moti insurrezionali nel nord dell'Inghilterra facendo massacrare uomini,donne e bambini.Narra anche le vicende del terzo matrimonio di Enrico VIII e della sua nuova amante Catherine Howard.

giovedì 22 dicembre 2011

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Questa seconda stagione è ancora più densa e corposa della prima con l'ascesa e la caduta della immensa figura di Tommaso Moro,filosofo,umanista,consigliere del re che,per rimanere fedele alla sua Fede,finisce per pagare il prezzo più alto,la vita.C'è l'ascesa e la caduta di Anna Bolena con tutta la sua corrotta famiglia,che può essere presa a simbolo di come la corruzione possa arrivare ai vertici di un Paese e provocare sconquassi epocali.Insomma tanti temi,tanti intrighi,tante passioni,in una serie davvero molto ben fatta e storicamente ineccepibile.

giovedì 15 dicembre 2011

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Una serie davvero molto ben fatta che narra la leggenda di Re Artù,partendo da quando era piccolino fino alla sua incoronazione.Ruotano attorno a lui figure mitiche come quella di Merlino,qui interpretato da un ottimo Joseph Fiennes,da Morgana,che trama per strappare il trono a suo fratello,a Ginevra,che si divide tra l'amore per Artù e per Leontes,il campione del re,e poi Igraine,la vera madre di Artù,e tutte le sue gesta narrate all'interno del castello di Camelot,preso diroccato e trasformato in una magione degna di un re potente e saggio.

mercoledì 14 dicembre 2011

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Una delle serie più dispendiose e più contrastate mai prodotte dalla televisione. Un doppio primato per The Kennedys, costata mesi di polemiche, voluta e co-prodotta da History Channel America (con Joel Surnow creatore di 24 come il regista Jon Cassar) e poi rifiutata perché il racconto senza omissioni di una dinastia che ha segnato la storia del Ventesimo secolo, appariva troppo sfacciata. «Sesso, mafia e droga, un assassinio politico postumo» avrebbero sentenziato Carolyn Kennedy figlia del presidente assassinato e Maria Shriver, una Kennedy anche lei, ex moglie di Schwarzenegger, che hanno fatto pressioni a che la serie fosse soppressa.

Dunque sotto accusa le ricostruzioni troppo romanzate dei protagonisti: Jfk che si sarebbe buttato in politica per accontentare le ambizioni di un padre padrone; Jacqueline Bouvier, sua moglie, anche lei vittima di genitori dispotici. E poi l’abuso di medicinali da parte di tutti e due fino a far dire: «Gran parte della serie sembra girata in farmacia» e ancora le allusioni esplicite ai contatti con la mafia del vecchio patriarca e la passione per il sesso del Presidente con scene in piscina senza veli con una simil Marilyn, più macroscopiche inesattezze storiche. Tutto questo avrebbe portato la messa in onda americana al terzo record, quello degli ascolti.Il cast è di quelli da prima fila visto che nei panni di Jfk c’è Greg Kinnear (C’è posta per te), Katie Holmes è Jackie (moglie di Tom Cruise e protagonista di Dawson Creek) e Barry Pepper (La venticinquesima ora) è Bob Kennedy. «Ci siamo basati su documenti storici - così Surnow ribatte alle accuse - ovviamente le conversazioni private non le potevamo sapere ma tutte le decisioni prese nella Sala Ovale, comprese quelle circa la crisi dei missili di Cuba, sono provate. La nostra miniserie ha gli ingredienti del grande dramma; ambizione, gelosia, lealtà e intrighi. E questa fu la famiglia Kennedy». Anche Kinnear ne è entusiasta: «Jfk fu veramente una persona complessa. All’inizio ero molto intimidito dal ruolo anche se capivo la grande opportunità che mi si dava. Ho scoperto quanto poco noi americani sappiamo della storia di quegli anni, perciò devo dire grazie anche per il fatto che per sei mesi ho avuto quotidianamente lezioni di storia».

Pure Katie Holmes si è innamorata del suo ruolo. «Jackie doveva essere madre, moglie e first lady. Lottò duramente per proteggere e sostenere la propria famiglia e facendo così ha sostenuto anche il nostro Paese. Non dimentichiamo che fu un’artista e promosse le arti, parlava molte lingue e fece diventare la Casa Bianca un luogo di interesse storico. Diventò editrice e aiutò molti scrittori poi diventati famosi. Fu un’icona di stile perché aveva innato il senso dello stile. Io mi sento molto fortunata ad interpretare una donna tanto dinamica».Una serie che indaga più il privato che il pubblico e proprio per questo risulta più accattivante e originale.

domenica 13 novembre 2011

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I Borgia è un vortice di intrighi, violenza, lussuria, politica, fede, incesti, tradimenti e redenzioni, una storia che lascia senza fiato, avvincente e seducente, proprio come la stagione in cui si svolge: un'epoca, quella rinascimentale, contraddistinta da una fervida rinascita culturale ma anche graffiata da scandali, nepotismo e libertinaggio. Popolata da personaggi ambigui che in questa serie vengono messi a nudo in tutta la loro spregiudicatezza. Volando di ogni respiro è Rodrigo Borgia, uomo di fede eppure libertino, capace di insinuare illegalità e depravazione persino dentro le austere e sacre mura vaticane.

La serie racconta l’ascesa, dall’elezione a Papa di Rodrigo col nome di Alessandro VI agli anni successivi, segnati da intrighi e cospirazioni ordite contro di lui dai confratelli cardinali e dai tanti potentati dell’epoca. Lui non rinunciò mai a combattere e cospirare per aumentare il prestigio del suo casato. Ricorse a sistemi leciti e illeciti per contrastare e scalzare ogni elemento che potesse ostacolare la sua corsa al potere.

La serie è curata nei minimi dettagli e tanta precisione è stata possibile grazie a un budget di 30 milioni di dollari, cifra tra le più alte mai impiegati per una produzione europea. Le imponenti ricostruzioni della Roma rinascimentale e del Vaticano mostrano scenografie e costumi che fanno rivivere sullo schermo i quadri e la pittura del tempo, mentre la storia apre squarci di luce su tutto il lato oscuro del Rinascimento. Non c'è nessuna remora nella sceneggiatura. Non ci si ferma neanche davanti agli scandali consumati nelle stanze della Santa Sede. I Borgia è una serie cruda e brutale e propria questa sua onestà storica e intellettuale la rende unica.

giovedì 6 ottobre 2011

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La serie televisiva "Kung Fu" nasce da un'idea di Bruce Lee, Ed Spielman, Jerry Thorpe ed Herman Miller.
Bruce Lee sarebbe dovuto essere, oltre a coideatore, anche il protagonista della serie, ma la produzione gli preferì David Carradine (Kill Bill) adducendo come scusa il fatto che il mercato Americano non fosse ancora pronto a vedere un attore Asiatico come protagonista di una serie televisiva.
Kwai Chang Caine, personaggio princiapale della serie, è nato da padre americano e madre cinese. In tenera età, dopo la morte dei genitori, andò a studiare l'Arte del Kung Fu in un tempio Shaolin.
In ogni episodio vediamo fondersi il presente ed il passato del protagonista che per aiutare qualcuno a risolvere i propri problemi fa riferimento a quel che lui ha già dovuto passare nei suoi anni di allenamento al tempio Shaolin.
Caine fu costretto ad andare in America dopo aver commesso un brutale omicidio spinto dall'ira. Da lì è in cerca della sua redenzione.
Nel ruolo del Maestro Po troviamo Key Luke (Gremlins, e varie serie tv), mentre il giovane Caine è interpretato da Radames Pera.
La serie conta 3 stagioni per un totale di 62 episodi. Si dice che l'unico motivo per cui la serie si concluse alla terza stagione fu per l'abbandono di Carradine il quale non se la sentiva più di continuare a causa dei numerosi infortuni che subì nel corso delle riprese.

venerdì 9 settembre 2011

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A Nikita, incastrata per omicidio, è stata data una via d'uscita a condizione che diventi un'operativa della Section One, un’organizzazione antiterroristica segreta d’élite senza alcun collegamento governativo. Ai membri operativi di questo gruppo clandestino non è consentito sbagliare, l'unica cosa che le è consentita è diventare un’operativa efficiente e fedele, pronta a condividere gli spietati metodi di lotta al terrorismo. Tuttavia nel profondo Nikita mantiene la propria integrità morale, cosa che entra costantemente in conflitto con i suoi incarichi.Serie molto ben fatta anche se all'inizio sembra molto levigata e artificiale per via dell'avvenenza dei protagonisti,qui abbastanza fuori luogo.Ma poi le storie sono talmente ben fatte e l'azione molto ben calibrata che quest'aspetto che poteva essere disturbante diventa superfluo ed accettabile rispetto alla qualità complessiva.

giovedì 4 agosto 2011

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In questa quinta serie Dexter si trova a dover affrontare un duplice problema:l'essere seguito da un ex poliziotto pagato da un detective collega di Dexter,e il venire a contatto con una terribile organizzazione di persone insospettabili dedita al sequestro,alla violenza sessuale e all'uccisione di giovani e avvenenti ragazze di Miami.Fino all'ultima sequenza dell'ultimo episodio si segue il protagonista con il fiato sospeso a dover affrontare questa duplice minaccia,e soprattutto ad essere scoperto da una vittima della gang ed iniziare con lei un percorso di vendetta che li porterà a condividere il segreto di Dexter.

sabato 30 luglio 2011

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In questa quarta serie Dexter è un padre ed un marito, si è sposato con Rita alla fine della terza stagione ed è nato il piccolo Harrison. Si sono trasferiti in una stradina di villette, abitata da diverse famiglie. Nel contempo si scopre la presenza di un nuovo serial killer, che sarà soprannominato dall'agente Lundy "Trinity", in quanto per primo aveva pensato all'esistenza di questo assassino collegando diversi omicidi uguali, per la precisione 3 ogni volta (da qui trinity) che potevano essere collegati alla mano di una singola persona.L'omicidio di Lundy ed il ferimento grave di Debra sconvolgeranno la vita di Dexter che inseguirà e catturerà alla fine Trinity,ma troppo tardi,perchè nel frattempo quest'ultimo gli avrà massacrato l'amata Rita in una sequenza agghiacciante dell'ultimo episodio della serie.

sabato 23 luglio 2011

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Sulle tracce di un trafficante di droga nonché assassino seriale, Dexter si ritrova accidentalmente ad uccidere al suo posto Oscar Prado, fratello di un agente della polizia di Miami e dell'assistente pubblico ministero Miguel Prado. Il nostro eroe cercherà di porre rimedio a quanto accaduto, ma la vicenda avrà risvolti sorprendenti...

Miguel sarà il fratello maggiore che Dexter ha sempre voluto, senza contare che il nostro protagonista ha sempre questo ‘buco’ nella sua vita, aver ucciso suo fratello nel corso della prima stagione“.In questa terza stagione si scava nel passato del protagonista facendolo avvicinare da Miguel Prado che,inizialmente,gli fa sentire il senso dell'amicizia,della fiducia,del sentirsi capito e addirittura condividere lo "scopo"di Dexter,vale a dire liberare il mondo da spietati killer seriali.Ma poi tutto questo crollerà davanti alla sete di potere di Miguel e alla sua perdita di controllo e cosi Dexter sarà costretto ad eliminare anche lui,rimanendo solo con il suo "codice".

domenica 17 luglio 2011

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Questa seconda serie di Dexter porta una nuova sfida all'ematologo serial killer,la vicinanza dell'affascinante Lyla,donna dalla vita misteriosa che sembra penetrare nei meandri della doppia personalità di Dexter,arriva persino a sedurlo mettendo in crisi il rapporto di lui con la sua fidanzata,ma alla fine il comportamento ossessivo ed oscuro di Lyla fa capire a Dexter la verità e prendere una decisione decisiva.La seconda serie anzichè esere più blanda rispetto all'originalità della serie l arafforza ponendo sempre nuovi dubbi e prospettive e pericoli al protagonista,cosi le puntate sono sempre intriganti e mai noiose o scontate,cosa ormai diventata rarissima.

venerdì 15 luglio 2011

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Un newyorkese si risveglia in un luogo chiamato il Villaggio, retto da un uomo noto come Due. Nel Villaggio ognuno è identificato solo da un numero e tutti quanti si riferiscono a lui come Sei, nonostante egli sappia di avere un altro nome, e sembrano sapere chi sia. Gli viene detto che abita nel Villaggio e che questo è la sola realtà esistente. La missione di Sei diventa scoprire dove si trovi il Villaggio, chi sia Due e perché lo stia tenendo prigioniero in quel luogo (nonostante Due continui a ripetere a Sei che è un uomo libero), e come sia possibile fuggire dal Villaggio per ritornare alla propria vita a New York. Sei deve scoprire di chi, tra gli abitanti del Villaggio, può fidarsi - tra questi una dottoressa di nome 313, il tassista 147 e lo stesso figlio di Due di nome 11-12 - nella sua ricerca di un sistema per fuggire dal Villaggio. Sei ha anche ricorrenti flashback della sua vita a New York, incluso un incontro con una donna di nome Lucy, che potrebbe essere parte della chiave per scoprire perché si trovi nel Villaggio.Questa miniserie riprende l'originale inglese di fine anni 60,ovviamente in forma più tecnologica.Il successo della serie sta nel senso di spaesamento che riesce a trasmettere allo spettatore,c'è sempre il dubbio se quello che sta accadendo sia finzione o realtà,questo dualismo è assolutamente spiazzante perchè non si riesce a capire l averità,non si comprendono bene i personaggi nè le loro azioni,e questo è indubbiamente il fascino della serie.Solamente nell'ultimo episodio viene svelata la verità,abbastanza choccante ma poi non troppo,visto che in un futuro non molto lontano potrebbe toccare anche a noi subire una sorta di lavaggio del cervello e finire in un finto Villaggio dove tutto sembra perfetto e dove la vita scorre piacevole senza problemi nè sofferenze.Una sorta di paradiso artificiale.Meglio questo o rimanere umani con i nostri dolori?Fenomenale l'interpretazione di Ian McKellen,da brividi in tanti momenti,ottimo anche Jim Caviezel nella parte di Sei.

mercoledì 6 luglio 2011

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Premiata con un Golden Globe come migliore miniserie, Carlos racconta la storia del terrorista internazionale anche noto come "lo Sciacallo" Ilich Ramírez Sánchez (Edgar Ramirez nominato ai Golden Globe come miglior attore protagonista) che per due decenni è stato uno dei terroristi più ricercati del mondo.
Tra il 1974, anno in cui ha cercato di assassinare un uomo d’affari inglese a Londra, e il 1994, anno in cui viene arrestato a Khartoum, ha girato il mondo con diversi pseudonimi e si è inserito nella complessa situazione politica internazionale dell’epoca prendendo parte a diversi attentati e attività terroristiche. Allo stesso tempo manipolatore e manipolato, trascinato dagli eventi della storia contemporanea e dalla sua follia, lo seguiamo fino alla conclusione del suo percorso, quando si rifugia in Sudan, dove la dittatura islamica, dopo averlo protetto, lo consegna alle autorità francesi.
Un personaggio contraddittorio, violento come l’epoca che incarna perfettamente.Uno spaccato di un'epoca attraverso la vita di un uomo,documentatissima al limite del maniacale,non un solo particolare storico fuori posto.Ottime le interpretazioni,una gran serie.

lunedì 4 luglio 2011

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Rino è calabrese ma vive a Roma, nel seminterrato del palazzo in cui il padre fa il portiere. Già adolescente scrive testi e suona la chitarra e già da questo momento il padre non lo capisce, crede che chieda l'elemosina, lo manda in collegio e poi a fare il muratore. Ma la musica dentro di lui non si spegne.
Quando conosce Irene e s'innamora di lei, si accosta anche al teatro d'avanguardia e si lega a un nuovo amico, Michele, professore di italiano. Spinto dai due, Rino suona al Folkstudio, con due prostitute di borgata a fargli da coriste, e viene notato da Alfio Cerioni (Giorgio Colangeli), il discografico che gli pubblica il primo Lp.
Il successo non arriva subito ma quando arriva lo travolge e lo getta fra le braccia di una fan, Chiara (Laura Chiatti), sebbene Irene (l'ottima Kasia Smutniak) resti il grande amore. Nel 1978 lo vuole Sanremo e lui, roso dai dubbi, sale sul palco vestito da pagliaccio, guadagnando, ciò nonostante, il primo posto in classifica.
Ma i tempi cambiano, il contratto con la RCA lo ingabbia, Chiara torna ad allontanarlo da Irene, Rino ha sempre meno tempo per gli amici e riempie di alcool le serate vuote d'affetto. La riconciliazione col padre è un nuovo invito alla vita, ma quella che gli resta è troppo poca.
Prodotto da Claudia Mori per la Rai, Rino Gaetano-Ma il cielo è sempre più blu è una fiction in due puntate diretta da Marco Turco e scritta a dieci mani da un pool di bravi sceneggiatori. Di impianto biografico ma mai agiografico, racconta con freschezza e senza forzature la genesi delle canzoni più popolari di Gaetano, da "I love you Maryanna" a "Gianna" e "Nun te reggae più", da "Tu, forse non essenzialmente tu" ad "Aida" e "Mio fratello è figlio unico", e mette in scena l'estro e la diversità di un artista fra i migliori della canzone italiana, nato e rimasto figlio del portiere, incapace di stare "da una parte o dall'altra" come gli chiedono i tempi, ma capace di coraggiose denunce in versi e di ballate struggenti.
Claudio Santamaria aderisce intimamente al personaggio, lo fa proprio, si diverte e soffre con lui, canta i suoi pezzi con la propria voce. La regia di Marco Turco fa bene, dunque, a non lasciarlo un attimo, a seguirlo il più da vicino possibile, senza mai anticiparlo o pretendere di saperne più di lui della sua vita in fieri.
Il vero Rino Gaetano compare solo negli ultimi istanti, in una sequenza di immagini di repertorio che non è solo un omaggio ma anche la dichiarazione scoperta che tutto quello che è venuto prima è fiction, piacere dell'invenzione. Rino Gaetano-Ma il cielo è sempre più blu non cerca, infatti, la fedeltà alla lettera né l'aderenza alle immagini tramandate dalla Storia, ma fa vivere sullo schermo un personaggio che parla ai giovani di oggi più che ai nostalgici di ieri: né eroe né antieroe, come lo vorrebbero le anticipazioni pubblicitarie, ma un ragazzo tenero e tormentato, premiato dal suo talento e sconfitto dal suo destino.

giovedì 30 giugno 2011

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E' una delle migliori serie a sfondo legale mai fatte,secondo me.Ha ritmo,originalità,ottimi script,eccellenti attori,una sapiente regia,non annoia mai e coinvolge sempre in casi di diversa e disperata umanità che attraversano questo lussuoso universo bostoniano,in apparenza molto snob,come lo sono un po' gli abitanti di questa città,ma in realtà i personaggi sono tratteggiati a tutto tondo,alcuni ricchi di umanità,come l'ancora splendida Candice Bergen,altri induriti dalla vita come l'eccellente William Shatner,altri ancora ammantati di sano cinismo per coprire l'orrorifica quotidianità umana come il grande James Spader.Se vi piace il genere non potere rinunciarvi.