domenica 31 gennaio 2010

Canzoni

Egittologia


Egitto - La dea gatta




Sembra che il gatto sia stato addomesticato intorno al 2000 a.C., nell'antico Egitto. Fino ad allora era vissuto allo stato selvatico. Gli Egizi amavano la sua presenza amichevole e le sue qualità di cacciatore di topi, mentre il gatto adorava essere oggetto delle loro attenzioni. A partire dal 1567 a.C., il gatto divenne un animale sacro, considerato come manifestazione della dea Bastet. Nell'antico Egitto, uccidere un gatto era un reato punibile con la morte.



Il gatto domestico dell'antico Egitto discendeva dal gatto selvatico africano, Felis sylvestris lybica. I gatti cominciarono a vivere accanto all'uomo nel 6000 a.C., ma solo dopo tremila anni diventarono domestici. Durante gli scavi archeologici, sono stati ritrovati dipinti di gatti eseguiti con grande accuratezza di particolari: il manto marrone-rossiccio, a macchie o tigrato, le orecchie larghe, il corpo dotato della stessa raffinata agilità dell'attuale Siamese.

IL GATTO SACRO

Nell'antico Egitto, i gatti non erano semplici animali da compagnia, ma i rappresentanti sulla terra della dea gatta Bastet, divinità protettrice della fertilità e delle gioie terrene (la danza, la musica e la sessualità) e dea della salute. Ogni anno milioni di persone affollavano il tempio di Bastet, situato nella città di Bubasti, per venerare la dea con canti e danze.

LA VENERAZIONE DEI GATTI

In realtà per gli antichi Egizi moltissimi animali erano sacri, ma nessuno era amato quanto il gatto. I sacerdoti tenevano sempre qualche micio nei loro templi e in ogni casa vi era un gatto, trattato con ogni cura. Per ottenere un favore dalla dea Bastet, era sufficiente offrire del pesce particolarmente prelibato ai suoi rappresentanti terreni. Alla morte i gatti venivano mummificati, esattamente come si faceva per i faraoni e per gli esseri umani, e i loro corpi venivano sepolti in una necropoli destinata a loro. Durante gli scavi archeologici, vennero rinvenuti milioni di gatti mummificati, prova inconfutabile della venerazione attribuita a questi felini nell'antico Egitto.

Poesie


Notte

E' notte, e posso volare...
amo la notte per le ali che ci dona...
la notte ci trasforma, suggerisce frasi dolci ai nostri sensi, crea sogni
stupendi...
A me la notte ha portato te, e tu eri tutto ciò che io nemmeno potevo
immaginare di volere.
Di notte abbiamo parlato... alcune volte abbiamo sussurrato, perché certe
frasi fossero solo nostre.....
abbiamo aspettato l'alba, per lasciarci... perché tutti i sogni all'alba
svaniscono...
Ti ho immaginato tanto, prima di sapere che veramente esistevi... e la
notte ti vestiva di mistero, e di bellezza infinita nei miei pensieri...
La notte ha visto nascere parole svanite poi nei tuoi sogni...
ha dato voce al tuo cuore, che per ore mi ha parlato...
la notte ha dato luce alle stelle, a più di mille stelle che come occhi ci
guardarono.....
Io amo la notte.....
perché di notte ti ho amato, e tu hai amato me...
hai sussurrato il mio nome, ed io il tuo...
Amo la notte perché è fatta di sogni,
e tu sei il mio sogno...
Amo la notte perché è fatta di abbracci, di quegli abbracci che ancora sento
sulla mia pelle...
Di notte ogni amore brilla alla luce delle stelle,
come una lucciola mostra il suo splendore... per poi spegnersi all'alba...
La notte è fatta perché io mi perda nelle sensazioni, che solo i tuoi occhi
fatti di luce, possono darmi...
La notte è fatta per volare, e raggiungerti in un sogno... dove solo
tu... e le fate... avete dimora.

(Riccardo)

Pensieri


L'altro ieri camminando per strada con le mie due stelline ho visto un cucciolo bellissimo che somigliava tanto al cane che ho amato più di tutti in vita mia,Otto.In passato ho avuto diversi cani,Bourbon,un barboncini nero terribile ma simpaticissimo,Laika,una meticcia trovata per strada,dolcissima,Ippon detto Hyppie,che purtroppo fui costretto a dare ad un mio amico che aveva un giardino enorme a causa delle sue dimensioni.Ma Otto era un cane davvero speciale.Da cucciolo era un batuffolo di pelo nero e marrone,era talmente piccolo che non arrivava neanche a salire i gradini dei marciapiedi,da mangiarselo di baci e carezze.Io ero quello con cui giocava sempre,ogni volta che tornavo a casa dal lavoro era talmente felice che i suoi ululati di gioia si sentivano in tutto il palazzo.Quando arrivavo prendeva la rincorsa e scodinzolando mi saltava addosso.Vederlo correre e saltare le doline in Carso era gioia pura,cosi come vederlo giocare con Federico piccolo,lui era iperprotettivo con lui.Quando mi mettevo sul letto lui si metteva sempre accocolato ai miei piedi e si addormentava con la testa sule mie gambe.Quando stavo male invece non saliva sul letto ma si metteva ai piedi del letto ed ogni tanto si alzava per vedere come stavo e mi leccava.Era terribile con gli estranei,essendo dobermann era un cane da guardia,quindi non permetteva a nessuno di avvicinarsi,solo accarezzandolo e dandogli i biscottini poi diventava buonissimo.Un cane intelligentissimo e sensibilissimo,Dio solo sa quanto l'ho amato e quanto mi manca.

Canzoni

sabato 30 gennaio 2010

Cinema

Accadimenti


L'altro giorno è morto un grandissimo scrittore,che io ho molto amato,J.D.Salinger.E' famoso soprattutto per "Il giovane Holden",che è il suo capolavoro,ma tutti dimenticano altri suoi capolavori come i "Nove racconti"dove lui fa un ritratto dell'America,della nuova generazione,degli ideali,dei sogni,della sua generazione,che sono rimasti negli occhi e nei cuori di tutti i lettori del mondo.Io adoravo il suo stile asciutto,le sue parole sempre calibrate,i suoi dialoghi essenziali ma profondi,e soprattutto la profonda malinconia che si avverte nei suoi scritti,quasi come se lo scrittore presagisse il declino della società americana in termini di valori,di progettualità,di ideali, e la vittoria schiacciante di un materialismo che lui detestava.

Poesie


ERBA 

Nessuna paura 
che mi calpestino. 
Calpestata, l'erba 
diventa un sentiero 


Dalla raccolta Gong. Poesia scelta, 1976 

Blaga Dimitrova

Pensieri


Ieri mattina,molto presto come al solito,mentre andavo a lavorare,ero immerso nei miei pensieri,ancora nella mente l'impressione di certe conversazioni avute,di certi incontri importanti fatti,di decisioni prese per il futuro.L'umore sereno ma un po' malinconico di quando hai la percezione che questo momento della tua vita rappresenti uno spartiacque tra i residui del passato,ormai alle spalle definitivamente,e le nuove prospettive che stai cercando di costruirti giorno per giorno in tutti i campi.Ad un tratto davanti al lungomare,proprio sopra il Castello di Miramare uno spettacolo incredibile,una Luna gigantesca e bianchissima quasi lo abbracciava.Non era una immagine negativa,della forza della natura che minaccia l'uomo,al contrario,era come un messaggio dolce che ti comunicava "Stefano il sentire è tutto nella vita,segui ciò che senti e vedrai che non sbaglierai,stai andando nella direzione giusta,di chi rimane piacevolmente impressionato dalla bellezza della natura e dalla preziosità di ogni singolo momento che la vita ci concede".

Canzoni

Canzoni

venerdì 29 gennaio 2010

Poesie


di mille colori
di mille colori 
questi giorni nuovi . 
canti di gioia volteggiano 
come farfalle in primavera .
si schiudono i fiori del mio vecchio essere senza indugiare .
sò di questa verità 
mi affascina 
mi rende schiavo ..
tutto sa di te..
erede del mio unico amore 
con fierezza volgi a me 
la tua verità 
d'essere così donna 
di semplice magia .

alex m.

Canzoni

giovedì 28 gennaio 2010

Pensieri


Quando si ricevono critiche,anche dure,sul proprio comportamento di padre,ci si interroga,ci si autoanalizza,credo sia normale.Ma io nel mio riflettere ho voluto rovesciare la domanda fatidica,da "Sono un buon padre?"a "Chi è un cattivo padre?",proprio perchè partendo da quello che non sei forse riesci a mettere a fuoco meglio il tuo comportamento e i tuoi affetti.Quindi chi è un cattivo padre?1)Un padre che non ama i suoi figli;2)Un padre che non vede mai i suoi figli;3)Un padre che non dimostra la minima affettuosità verso i suoi figli;4)Un padre che si disinteressa dei bisogni dei figli;5)Un padre che non parla con i suoi figli;6)Un padre che non gioca con i suoi figli;7)Un padre che non dedica tempo ai suoi figli;8)Un padre che non sa ascoltarli;9)Un padre che non sa seguirli nella loro crescita,fisica ed emotiva;10)Un padre che non vede mai i suoi figli o li vede raramente.Questo è tutto quello che onestamente non sono io.Credo che se venisse reciso il legame con i miei figli per me sarebbe come morire per la terza volta(la prima volta alla morte di Alessandro,la seconda alla perdita della donna che,allora,amavo).

Canzoni

Poesia


Che sta facendo adesso

Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?
È a casa? Per la strada?
Al lavoro? In piedi? Sdraiata?
Forse sta alzando il braccio?
Amor mio
come appare in quel movimento
il polso bianco e rotondo!
Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?
Un gattino sulle ginocchia
lei lo accarezza.
O forse sta camminando
ecco il piede che avanza.
Oh i tuoi piedi che mi son cari
che mi camminano sull’anima
che illuminano i miei giorni bui!
A che pensa?
A me? o forse... chi sa
ai fagioli che non si cuociono.
O forse si domanda
perché tanti sono infelici
sulla terra.
Che sta facendo adesso
Adesso, in questo momento?

Nazim Hikmet

mercoledì 27 gennaio 2010

Pensieri



Quanto può essere grande l'amore di un padre per i propri figli?Io pensavo che fosse qualcosa di naturale voler bene ai bambini,di più quando i figli sono tuoi.In realtà fin da prima che nascano si instaura un rapporto fatto prima dell'attesa,dell'immaginazione di come saranno,come cresceranno,che futuro avranno,se saranno felici,pensieri da genitori davanti alla nuova responsabilità.Poi quando nascono vieni invaso da un sentimento di felicità cosi potente che tutta la tua vita fino ad allora ne viene sconvolta e niente più sarà più come prima.Poi crescono e tu li vedi cambiare sotto i tuoi occhi partecipando a questo cambiamento da cuccioli a bambini a ragazzini ad adolescenti.Ogni passaggio racchiude in sè una miriade di ricordi,canzoni,colori,sorrisi,pianti,pannolini,giocattoli,disegni dedicati,fotografie,un mondo intero di emozioni che ti seguono per sempre ovunque sei.Un legame indissolubile e indistruttibile.

Natura


Questo è uno dei miei posti preferiti.Qui vado a camminare,a leggere,a meditare,ad ammirare semplicemente uno spettacolo della natura stupendo.E' il famoso "Sentiero Rilke"che arriva fino al castello di Duino attraverso un percorso a picco sul mare.Ciò che si può ammirare è veramente suggestivo ed invita oltre che ad ammirare la bellezza della natura anche a riflessioni personali.Specie poi in certi momenti della vita è necessario riordinare le idee e quello è il posto ideale dove farlo in perfetta solitudine e in armonia con la natura.

Accadimenti


GIORNATA DELLA MEMORIA / Cultura ebraica contro l'orrore
di Anna Foa


 
27 Gennaio 2010


Cresce di anno in anno il numero delle iniziative volte a celebrare la giornata della Memoria, giunta quest'anno alla decima edizione. E a questo proliferare di celebrazioni si accompagna anche un crescendo di riflessioni e di dubbi, volti non certo a mettere in discussione il valore e la necessità della memoria, ma a valutarne le modalità, i fini e non ultimo anche il rischio di una sua sterilizzazione, tale da renderla sempre più rituale e sempre meno in grado di accogliere le sollecitazioni e le domande dell'oggi. Domande che hanno alle spalle nuovi genocidi, nuovi razzismi, nuove persecuzioni dell'altro. Come far loro spazio in questa costruzione memoriale sempre più fossilizzata?
In effetti, la memoria della Shoah sta diventando un oggetto da venerare, non più da elaborare. A una memoria in via di costruzione – e basata sul fenomeno, inedito nella storia, delle testimonianze, in quella che una storica francese, Annette Wieviorka, ha chiamato l'era dei testimoni – si è sostituita negli ultimi anni una memoria in qualche modo definita, istituzionalizzata. 
In questo passaggio, questa memoria si è allargata dall'essere una memoria essenzialmente ebraica al divenire una memoria sociale, condivisa. E questo è il maggiore merito di questa trasformazione. Molti altri gli svantaggi, dall'approssimazione di molte delle iniziative, alla sostituzione del rigore della conoscenza con la celebrazione e la moda. 
Finora, a parte le critiche venute da chi vuole negare spazio e legittimità alla memoria della Shoah, le domande e i dubbi sono arrivati principalmente dalle istituzioni ebraiche. Tutte coinvolte al massimo grado nella partecipazione a questa giornata, ma anche in grado, proprio perché impegnate nell'elaborazione della memoria da molto prima che essa fosse istituzionalizzata, di valutare le differenze che l'istituzione della giornata ha portato nel rapporto con il mondo non ebraico. Tenendo conto soprattutto delle generazioni più giovani, che non possono non sentire questo passato distante dalla loro vita e dai loro problemi di oggi. E a cui, non dimentichiamolo, i siti web propongono in maniera assillante discorsi negazionisti o apertamente antisemiti.
Per il mondo ebraico, però, il rischio non è soltanto quello dell'imbalsamazione della memoria, ma anche quello di trasmettere un'immagine passiva degli ebrei, di mostrarli solo sotto l'aspetto delle vittime. La storia ebraica è stata anche una storia di creatività, di cultura, di rapporto con l'esterno, di comune elaborazione di civiltà.
All'immagine che vede negli ebrei solo masse di cadaveri ammonticchiati nei lager, il mondo ebraico ha così risposto attraverso una riproposizione all'esterno delle sue espressioni culturali e della sua storia, a sua volta affidata all'istituzione di giornate celebrative quali la giornata della cultura ebraica, quella della letteratura ebraica eccetera.
Ha risposto, insomma, separando nettamente la vita degli ebrei dalla loro morte. In queste ricorrenze, gli ebrei cercano di far conoscere la loro storia, rivolgendosi al mondo dei non ebrei, aprendogli le loro sinagoghe, i loro musei, offrendogli la lettura dei loro scrittori e dei loro poeti. Nella giornata della Memoria, invece, si ricorda una storia che è storia di tutti, come di tutti è il ricordo.
Essa non è la celebrazione di un mondo ebraico ostinato a celebrare il suo lutto, ma memoria di una frattura nella storia del secolo scorso e dell'intera umanità. Non sono sicura che questa separazione fra vita e morte sia giusta e sia utile alla comprensione.
Insomma, come evitare tutti questi scogli, come navigare sicuri tra il rischio di rendere troppo particolare il ricordo, quello di renderlo troppo monumentale, e quello di ricordare solo l'antisemitismo e non gli ebrei in carne e ossa, uomini e donne reali, non meri simboli dell'orrore subìto? Uomini e donne che hanno saputo far poesia nella morte, cantare nell'orrore, essere insomma umani in mezzo allo scatenarsi dell'inumanità.
Il compito è difficile, e lo diventerà sempre di più mano a mano che la memoria dei protagonisti e dei loro immediati discendenti si affievolirà. Eppure, se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Lo diceva Primo Levi, e forse la strada da percorrere è semplicemente quella che lui ha tracciato in queste parole illuminanti: conoscere.

Cinema

Canzoni

martedì 26 gennaio 2010

Poesie


Uccidi e combatti in nome di Odino il Saggio.
Scorre lento questo fiume insanguinato
sotto il vento e la neve d'un inverno glaciale
e da mille inermi cadaveri accompagnato

Guardingo cammina il guerriero come un animale
in questo bosco di lame appuntite
e con la spada che sulla testa sale

falcia le anime sbigottite
che vedendo quel guerriero furente
fuggono via impaurite

Spegni le vite in nome di Tyr il guerriero!
Bevi lor sangue e prendi la loro forza
e manda le anime nel buio più nero!

Uccidi e combatti in nome di Odino il Saggio,
massacra e distruggi per Thor possente
dando della tua forza solo un assaggio!

Come la tempesta violentemente
avanza verso tutti i tuoi nemici
e con la tua ira ardente

fa' loro rimpiangere i giorni felici
prima che la malaugurata sorte
li sottraesse dal tempo con gli amici

e li conducesse alla dannata morte
che per la tua mano possente
degli inferì ha loro aperto la porta

Spegni le vite in nome di Tyr il guerriero!
Bevi loro sangue e prendi la loro forza
e manda le anime nel buio più nero.

Uccidi e combatti in nome di Odino il Saggio!
Massacra e distruggi per Thor possente
dando della tua forza solo un assaggio!

E alla tua morte nel Valhalla splendente
andrai tra i tuoi fratelli onorato
per esser morto coraggiosamente

in guerra e non dalla vecchiaia straziato,
non come disonorevole criminale
o per orrendo tradimento giustiziato.

Fino alla Fine per combattere il Male
ti preparerai con gli altri tuoi fratelli
e mostrerai quanto la anima vale

quando macchierai i tuoi capelli
del sangue del Traditore
quando il Crepuscolo precederà giorni più belli.

(Luca)

Canzoni

lunedì 25 gennaio 2010

Poesie


Stai Lontana
Lasciami in pace e stai lontana
Non ho bisogno di dire tutto andrà bene 
Lei non capisce e non ci sarà mai 
Non ha mai sentito le mie paure 
E il mio dolore non sarà mai più di riempimento 
Lei non  ha mai versato molte lacrime
So stare lontano e mi lasci essere quello che sono
Se potesse semplicemente aprire gli occhi e vedere
Le cose non saranno mai più le stesse 
Quindi basta andare via  per sempre
E per sempre stare alla larga! 

Cinema

Canzoni

domenica 24 gennaio 2010

Pensieri


Sei …

Sei in quelle tre strisce di luce che ogni notte si proiettano sul soffitto della camera mia… chissà cosa sta sognando

Sei in quei tre numeri rossi della sveglia : 5,15 – 5,20 – 5,35 … lui si sta svegliando

Sei nel bagnoschiuma Burberry’s messo in un angolino … profumo d’amore

Sei nella tazza da tè, nella marmellata di fragole … buongiorno amore

Sei nell’alba che aspetto … chissà se ha freddo

Sei nel sole che è sorto … spero che sia per lui una giornata serena

Sei nelle mie faccende domestiche … vorrei occuparmi di lui

Sei nelle melanzane che compro… a lui piacciono 

Sei nella mia macchina … la nostra musica

Sei nelle strade della mia città, negli angoli più belli… vorrei che lui li vedesse

Sei nelle poesie che cerco… questa gli piacerebbe

Sei nella canzone speciale … è per lui

Sei nel maglione che tengo tra le mani… questo gli starebbe bene

Sei nel portatile del volantino … mi piacerebbe regalarglielo

Sei nelle creme che mi spalmo con cura… lui è giovane

Sei nel profumo del mio bucato … lui sa di buono

Sei nelle mie mani fredde… lui le ha caldissime

Sei nella mia malinconia … lui mi manca da morire

Sei nella mia felicità … amo quell’uomo

Sei ...  

Sei baci

Poesie


Cattiveria
di Dolce Sorriso 


Ho osservato la muta
di serpi cambiare pelle,
al mattino coprirsi
di candide vesti,
per nascondere il loro veleno.
La sera strisciano
sul bianco pavimento,
lasciando qua e la
la loro pelle finta.
Ho sognato!
A piedi nudi,
schiacciavo le loro teste,
mi sono svegliato.
"Peccato"!
Era solo un sogno,
ma sento ancora sulla mia pelle.
la loro viscida presenza,
quel veleno di frasi insensate,
piene di triste cattiveria,
sperando con la mia sicurezza
e la mia forza non tocchino mai
il mio cuore e la mia anima.

Teatro

Cinema

Canzoni

sabato 23 gennaio 2010

venerdì 22 gennaio 2010

Pensieri



C'è tutto un mondo in una carezza.Per chi la fa significa trasmettere con un semplice gesto il desiderio di far star bene l'altra persona comunicandole affetto,amicizia,amore,protezione.Chi riesce a donarsi con una carezza dimostra una sensibilità fuori dal comune e una dolcezza d'animo rara.Per chi la riceve significa sprofondare in un flusso di dolce benessere senza fine.La decennale carenza di questa forma di affettuosità mi fa apprezzare e capire ancora di più il suo valore e mi conferma la differenza che c'è tra le persone mature e altruiste che sanno dare,e quelle immature ed egoiste che sanno solo prendere.

Cinema

Canzoni

giovedì 21 gennaio 2010

Poesie


DOVREMMO

Dovremmo nascere vecchi,
già dotati d'intelletto,
capaci di scegliere la nostra sorte in terra,
quali sentieri si avviano dal crocevia d'origine
e irresponsabile sia solo il desiderio di andare avanti.
Poi, andando, ringiovanire, ringiovanire sempre più,
maturi e forti arrivare alla porta della creazione,
varcarla e nell'amore entrando adolescenti,
essere ragazzi alla nascita dei nostri figli.
Sarebbero più vecchi di noi comunque,
ci insegnerebbero a parlare, per addormentarci ci cullerebbero,
e noi scompariremmo sempre più, divenendo sempre più piccoli,
come un chicco d'uva, come un pisello, come un chicco di grano... 

(da Il tallone vulnerabile, 1966) 
***
Ana Blandiana

Canzoni

Serie Tv


Lie to me. E' una serie tv davvero molto ben fatta e intrigante.Ha la sua forza nell'originalità della trama e in un cast di attori eccellenti con in testa il grande Tim Roth che è il Dottor Cal Lightman
dottore che ha studiato per oltre vent'anni, viaggiando per il mondo, la comunicazione non verbale e le emozioni umane alla base degli indizi della menzogna dimostrando l'universalità delle espressioni emozionali di base (paura, felicità, rabbia, disgusto, sorpresa, disprezzo). Ha fondato il "Lightman Group", un'agenzia privata che fornisce consulenza ad enti privati o pubblici (Dipartimento della Difesa, FBI, Dipartimento di Polizia) per stabilire la sincerità delle persone. È divorziato e ha una figlia quindicenne di nome Emily. Del suo passato si sanno poche cose. È nato in Inghilterra e sua madre, quando era appena ragazzo, si suicidò orribilmente mentre era in cura psichiatrica e, anni dopo, visionando un filmato di lei che parlava con il suo medico, identificò, rallentando il filmato, una microespressione di totale disperazione che lo avviò ai suoi studi. Dopo la morte della madre e quella successiva del padre, andò a vivere presso la famiglia di un suo amico in un quartiere degradato dell'Irlanda del Nord dove rischiò di essere arrestato più di una volta. Dai suoi racconti e da ciò che ha scoperto l'agente Reynolds sul suo conto, molto probabilmente ha lavorato per l'Intelligence britannica sia nell'Irlanda del Nord che in Jugoslavia durante la guerra nel 1994. In quella situazione partecipò all'interrogatorio di un soldato jugoslavo per sapere dove si fossero appostati i cecchini nelle strade di Sarajevo.
Gillian Foster - interpretata da Kelli Williams
Psicologa ed amica di Cal, lavora nell'agenzia privata di Lightman.
Ria Torres - interpretata da Monica Raymund
Ex agente della polizia aeroportuale con un talento naturale molto spiccato nel riconoscimento delle microespressioni, ma che pecca in conoscenze scientifiche. Il Dr. Lightman non prova una grande simpatia per lei perché con il suo talento naturale riesce a fare cose per le quali lui ha dovuto studiare per anni.
Eli Loker - interpretato da Brendan Hines
Ricercatore dal carattere originale che da tempo ha deciso di non mentire mai a nessuno e per questo dice sempre ogni cosa che gli passa per la testa.
Ben Reynolds - interpretato da Mekhi Phifer
Agente dell'FBI che assiste il Lightman Group nelle loro indagini. È un personaggio ricorrente durante la prima stagione che diventerà membro fisso del cast a partire dalla seconda.
Emily Lightman - interpretata da Hayley McFarland
Figlia adolescente di Cal Lightman, vive sotto la custodia condivisa di entrambi i genitori. Non apprezzando a pieno le capacità del padre, a volte dimostra lei stessa un talento nel capire le persone, proprio come suo padre.

mercoledì 20 gennaio 2010

Accadimenti


Oggi è una giornata speciale per la mia famiglia.Infatti proprio oggi è il compleanno di mia sorella Rossella.Siamo cresciuti sempre insieme e sempre fatto tutto insieme fino a quando ovviamente le strade della vita ti separano,lei si sposò e io cambiai città,rimanendo sempre in contatto essendo una famiglia molto unita.Poi il mio successivo trasferimento aveva un po' allentato i nostri rapporti,che si erano molto deteriorati per un piccolo prestito che,allora,non avevo potuto onorare.Mi fa molto felice vedere che il rapporto invece si è ripreso,lentamente,dall'anno scorso,e oggi sta ritornando ad essere quello che era nel passato,sia pure vivendo in due posti diversi.Ma credo che un legame forte come quello familiare,con una parte della vita passata insieme,non si possa cancellare,l'orgoglio viene sempre sconfitto se confrontato con la profondità di un sentimento.

Cinema

Canzoni

Psicologia


"Certi comportamenti vendicativi dopo una separazione o un divorzio si possono comprendere in questo quadro, come se un individuo, per non odiare se stesso, avesse bisogno di riversare tutto il suo odio su un'altra persona, che ha fatto una volta parte di lei." J.G.Lemaire - Vita e morte nella coppia - Cittadella Editrice, Assisi 1989 

Bisogna sempe distinguere la separazione ed il divorzio legale dalla separazione e divorzio psicologico. Quest'ultimi spesso non avvengono e la relazione oltre a continuare come coppia genitoriale, se sono presenti dei figli, può continuare anche come coppia coniugale, con tutte le inevitabili conseguenze sulle relazioni che s'instaurano successivamente.

Dott. Roberto Cavaliere

Poesie


Queste frasi d’amore

Queste frasi d'amore che tanto si ripetono
non sono mai le stesse.

Hanno lo stesso suono tutte quante,
ma ha ciascuna una vita
vergine e sola, se riesci a coglierla.


E non stancarti mai
di ripetere le parole uguali:
proverai l'emozione che sente l'anima
quando vede spuntar la prima stella
e poi, come la notte avanza, la vede
ripetersi in altre stelle,
con diversi riflessi e un'unica anima.


Così al ripeter questa
frase d'amore stelle
infinite nel petto ti s' accendono:
presta a tutte la luce lo stesso sole,

lontano sole che verrà domani
quando saran cessate stelle e parole

Pedro Salinas

martedì 19 gennaio 2010

Psicologia


Il mobbing all'interno della coppia, detto anche mobbing familiare è condotto all'interno delle dinamiche relazionali coniugali e familiari ed è finalizzata alla delegittimazione di uno dei coniugi e alla estromissione di questo dai processi decisionali riguardanti la famiglia in genere e nello specifico i figli. 

Il mobbing familiare più frequente è quello che coinvolge le famiglie separate e viene messo in pratica da parte del genitore affidatario nei confronti di quello non affidatario al fine di spezzare il legame genitoriale nei confronti dei figli. Spesso questo comportamento ha come grave conseguenza la generazione nei figli della PAS (Parental Alienation Syndrome), ovvero la Sindrome da Alienazione Genitoriale. 

Recenti studi e ricerche, hanno evidenziato come questo particolare tipo di mobbing stia diventando sempre più frequente nelle relazioni coniugali contraddistinte da una intensa conflittualità. 

In alcuni casi, il mobbing familiare si presenta attraverso una serie di strategie "persecutorie" preordinate da parte di uno dei coniugi nei confronti dell'altro coniuge, allo scopo di costringere quest'ultimo a lasciare la casa coniugale o ad acconsentire, ad esempio, a una separazione consensuale, pur di chiudere rapporti coniugali fortemente conflittuali[3]. 

Il mobbing familiare è riconducibile a quattro casi: 
sabotaggi delle frequentazioni con il figlio, 
emarginazione dai processi decisionali tipici dei genitori, 
minacce, 
denigrazione e delegittimazione familiare e sociale. 

Ha diverse anaologie col mobbing familiare il Gaslighting che è una tecnica di crudele ed infida manipolazione mentale. Il termine è derivato dal titolo del film “Gaslight” (1944) del regista americano Georg Cukor, uscito in italiano con il titolo di “Angoscia” e tratto dalla pièce teatrale “Angel Street”. Si tratta di un melodramma psicologico che narra della vita matrimoniale tra un uomo affascinante ed una bellissima donna. Dopo un periodo felice il rapporto si incrina ed il marito, con una diabolica ed artificiosa tecnica psicologica, alterando le luci delle lampade a gas della casa, spinge la moglie sull'orlo della pazzia. Solo l'intervento di un detective riuscirà a ristabilire la verità, scoprendo che il marito della vittima è uno psicopatico criminale. 

Il gaslighting è un comportamento che la persona abusante mette in atto per minare alla base la fiducia che la vittima ripone in sé stessa, dei suoi giudizi di realtà, facendola sentire confusa fino a dubitare di stare impazzendo. E' una subdola azione di manipolazione mentale con la quale il gaslighter, così si chiama l'agente di questo comportamento, mette in dubbio le reali percezioni dell'altra persona, facendola dubitare di se stessa, facendola sentire “sbagliata”. 

Dott.Roberto Cavaliere

Canzoni

Poesie


Dalla soglia di un sogno mi chiamarono…
Era la buona voce, amata voce.
- Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…
Una carezza mi raggiunse il cuore.
- Sempre con te… Ed avanzai nel sogno
per una lunga, spoglia galleria;
sentii sfiorarmi la sua veste pura
e il palpito soave della mano amica.

(Antonio Machado)

lunedì 18 gennaio 2010

Canzoni

domenica 17 gennaio 2010

Natura


Bressanone /bressaˈnone/ (in tedesco: Brixen [ˈbrɪksn̩]; in ladino: Persenon [pəʀsəˈnɔŋ]) è una città di 20.296 abitanti[1] dell'Italia nordorientale, la terza per popolazione della Provincia Autonoma di Bolzano - Alto Adige, nella Regione Autonoma Trentino-Alto Adige. È il capoluogo storico, artistico, culturale, economico, sociale ed amministrativo del comprensorio Valle Isarco.

È la città più antica della Contea del Tirolo, infatti fu fondata nel 901, ben prima che fosse costituita la Contea. Durante il corso dei secoli è stata sotto dominazione ecclesiastica (Principe vescovo di Bressanone). Attualmente è rimasta sede, insieme a capoluogo dell'Alto Adige, della Diocesi di Bolzano-Bressanone, costituita nel 1964 staccando dalla diocesi di Trento la città di Bolzano ed il territorio a sud di quest'ultima ed aggregandolo alla diocesi di Bressanone, mentre i territori della diocesi di Bressanone ora siti in Austria (Valle dell'Inn) sono stati staccati dalla diocesi di Bressanone ed aggregati a quella di Innsbruck.

I santi patroni della città sono i vescovi Albuino e Ingenuino (patroni, contro la siccità), che si festeggiano il 5 febbraio; le loro reliquie sono custodite del Duomo di Bressanone.

Situata in fondovalle a circa 560 m s.l.m., si trova alla confluenza della Rienza nell'Isarco. A est si trova le cime del Gruppo della Plose con il Monte Telegrafo (2.504 m s.l.m.), a ovest la Cima Cane (2.354 m s.l.m.) e il Monte Pascolo (2.439 m s.l.m.).

È situata circa 40 km a nord del capoluogo di Provincia di (Bolzano), circa 45 km a sud del valico del Brennero (confine italo-austriaco) e 35 km a ovest dal Comune di Brunico (in Val Pusteria).

Viene attraversata dall'Autostrada del Brennero, con un casello 5 km più a nord (Bressanone-Val Pusteria/Brixen-Pustertal) e uno 8 km più a sud (Chiusa/Klausen). Dal 3 gennaio 2007 è stato aperto anche un ulteriore casello a Bressanone sud, concepito solo in direzione nord in entrata e in direzione sud in uscita ma molto più vicina al paese e soprattutto alla sua zona industriale.
Nella stazione ferroviaria fermano tutti i treni.


In base alla media trentennale di riferimento (1961-1990), la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a -2,0 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +19,2 °C.

Lo stemma rappresenta l'Agnello Divino su sfondo rosso, a ricordo della storia di Bressanone come principato vescovile.

La bandiera è composta da un tricolore orizzontale giallo (rappresentante la Chiesa), bianco e rosso (rappresentanti l'Alto Adige).

È noto che la città sia molto antica, e questo è anche confermato dal fatto essa sorga su un antico insediamento che si può far risalire all'età mesolitica. Questo vecchio insediamento si trova precisamente nella zona di Stufles. Altre testimonianze dell'antichità della città sono dei resti trovati appartenenti all'età del bronzo a Rivapiana. In un periodo che si può attestare attorno al il 15 a.C. la città fu conquistata da Druso, figliastro dell'imperatore Augusto.

Storicamente si hanno tracce di Bressanone in un antico scritto del 590 d.C., quando il paese fu aggregato al Ducato di Baviera.

Da un documento del 13 settembre 901, si sa che l'allora vescovo Zaccaria della diocesi di Sabiona, ricevette come regalo una grande tenuta agricola (nota come maso Prihsna), dall'allora re Ludovico IV il Fanciullo, l'ultimo dei Carolingi. Tra il 960 e il 990 il paese ebbe un intenso sviluppo edilizio ad uso ecclesiastico, assieme ad una prima versione dell'attuale Duomo di Bressanone, tanto che nel 965 i vescovi di Sabiona decisero di trasferirsi nella vicina cittadina di Bressanone. Da questa data Breesanone diventa il centro spirituale di una diocesi di vaste dimensioni. Fra i vescovi di allora spicca la figura di Albuino, discendente della casata degli Ariboni, che aveva importanti relazioni con diverse corti principesche ed in particolar modo con quella imperiale. Il suo successore, il vescovo Erivardo (1017-1022) diede inizio alla costruzione delle mura della citta', che furono portate a termine dal vescovo successivo, Hartwig (in italiano Artovigo, 1022-1039), con l'aggiunta di ampi fossati a nord e ad ovest e di torri da difesa a sud della citta'.

Il 7 giugno 1027 l'intera Val d'Isarco, assieme alla Valle dell'Inn, fu sottratta al duca ribelle Guelfo di Baviera, e data in dono al vescovo Hartwig, dall'imperatore Corrado II, congiuntamente all'attribuzione del potere temporale come Principe-Vescovo, analogamente a quanto in quegli anni accadeva per i vescovi delle vicine diocesi di Trento e di Coira (oggi capaluogo del cantone dei Grigioni nella Confedarazione elvetica). Nel 1038 la Chiesa parrocchiale di Bressanone, fu dedicata a San Michele Arcangelo. L'allora vescovo della diocesi di Bressanone, don Poppo, fu fatto Papa, con il nome di Papa Damaso II, nel 1048.

Tra il 25 ed il 26 giugno 1080 nel duomo e nel battistero di San Giovanni si tenne il famoso sinodo episcopale, in cui l'imperatore Enrico IV assieme al vescovo Hartwig riuscirono a far deporre il Papa Gregorio VII, facendo insiediare come antipapa Guiberto da Ravenna, ovvero il papa Clemente III. Nell'anno 1091 ai principi vescovi di Bressanone venne concessa la contea della Pusteria, e nel 1179, l'imperatore Federico I, i diritti regali di sovranita'.

Venne successivamente completata la cinta muraria della città nel 1115, nel 1230 il nuovo convento per le clarisse (dove tuttora ha sede) e nel 1265 fu terminata la nuova versione del palazzo vescovile.

Una menzione meritano sicuramente il beato Artmanno vescovo, fondatore dell'Abbazia di Novacella, il quale fu anche amico e consigliere di Federico Barbarossa, e il vescovo Brunone, conte di Kirchberg (1250-1288), fondatore della citta' di Brunico, e spesso in lotta con le potenti famiglie. Un esempio di famiglia nobile erano i Voitsberger, ai quale rade al suolo il loro castello.

Durante tutto il periodo medioevale la fiorente città vescovile rimase uno dei più importanti centri artistico-culturali della zona alpina. Alterne vicende sull'effettivo potere temporale sulla cittadina si svolsero tra il Principe-Vescovo di Bressanone e i conti del Tirolo, sino a che la cessione nel 1363 (per eredità) della Contea del Tirolo alla casata degli Asburgo, imperatori d'Austria, non portò il potere temporale sul vescovado di Bressanone agli Asburgo stessi quali Conti del Tirolo.

Nel 1450 Nicola Cusano fu eletto vescovo e quindi cardinale di Bressanone (1452-1464), con incarico papale per la riforma delle terre tedesche. Egli entro' in contrasto con i conti del Tirolo, con il duca di Sigismondo e con la bellicosa Verena di Castelbadia, badessa del convento delle benedettine in Pusteria. Successivamente Cusano si autoproclamò duca, anche se dopo la sua morte il potere rimase agli Asburgo d'Austria, quali Conti del Tirolo.

Nel 1607 nella città venne fondato il seminario di Bressanone, ancora oggi attivo (anche se sempre meno frequentato). Il 23 marzo 1797 12000 uomini delle truppe napoleoniche, agli ordini del generale Joubert, arrivarono ed occuparono Bressanone. L'enorme massa di guerrieri porto' al diffondersi di un epidemia, causando la morte di migliaia di persone, che furono inumate in fosse comuni tra Millan e Bressanone. Fortunatamente già il 3 aprile, le truppe si ritirarono. Dal 1803 la città, che allora contava circa 3000 abitanti, subi' la fine del Principato. Questa si rese sempre di piu' conto di quanto fosse legata ai principi. Solo sei anni dopo, nella notte del 6 dicembre 1809 le truppe napoleoniche devastarono tutte le residenze nobiliari ed i castelli, oltre a circa 200 masi attorno alla citta'. Nel 1814, con la sconfitta delle truppe francesi, il Tirolo e quindi Bressanone, ritorna a far parte dell'Impero austro-ungarico.

Nell'anno 1865 lungo l'asse del Brennero iniziano i lavori per la realizzazione della ferrovia del Brennero, e quindi il 24 agosto 1867 giunge quindi il primo convoglio a Bressanone. Purtroppo la decisione di far partire la diramazione della ferrovia della Val Pusteria da Fortezza (invece che da Bressanone come era stato inizialmente stabilito), significo' una perdita in termini economici per la citta' di Bressanone. Quasi contemporaneamente vi fu anche una rinascita in campo religioso e culturale. Furono fondate nuove scuole come il Seminario vescovile e piu' tardi anche il Seminario minore (il Vizentinum).

Tra il 1885 e il 1890 si sistemarono i bacini fluviali, e la citta' fu cosi' dotata di energia elettrica. All'inizio del XX secolo Bressanone subi' un ulteriore svolta, grazie all'allora sindaco Otto von Guggenberg, che getto' le basi per fare della citta' un rinomato centro di cura (il centro esiste tuttora).

Purtroppo anche per l'Alto Adige e quindi per Bressanone viene il triste tempo della prima guerra mondiale, e solamente nel novembre 1918 le truppe italiane riescono ad occupare Bressanone, e quindi Bressanone e l'intero Alto Adige entrano a far parte del Regno d'Italia, mentre il restante territorio del Tirolo, passo' all'Austria.

Nel 1928 al territorio comunale vengono aggregati i territori dei soppressi comuni di: Millan, Sarnes, Albes e Monteponente, e la frazione di Elvas, staccata dal comune di Naz. Nel 1941 vengono invece aggregati i territori del soppresso comune di Sant'Andrea in Monte. Nel 1964 vi e' una nuova sistemazione dei confini della diocesi che corrispondono da allora a quelli della provincia di Bolzano, e la sede della diocesi si sposto' da Bressanone a Bolzano.

Nel 2001 la città di Bressanone ha festeggiato i suoi 1100 anni si storia, con un giubileo cittadino.
 
Cattedrale di Bressanone: imponente chiesa in stile barocco, che si erige nella centralissima piazza Duomo. La chiesa risalente al 1200 subì successivi restauri, a causa di un susseguirsi di sfortunati incedi che si susseguirono negli anni. Essa e' dedicata a Santa Maria Assunta, di cui contiene una artistica scultura di Hans Leinberger del 1520 circa.
Battistero del duomo di San Giovanni Battista: posto accanto al duomo e accessibile dal chiostro.
Antico chiostro: si trova adiacente al Duomo questa antica struttura architettonica romanica, risalente al XIV secolo, anche detta la Bibbia dei Poveri, in quanto ricca di dipinti raffiguranti le principali scene narrate nelle Sacre Scritture. Presenta una particolare volta a crociera, che rappresenta l'evoluzione dell'arte medioevale. Alle sue pareti laterali si possono osservare antichi sarcofagi delle persone importanti dell'antichità e dei prelati oltre ad affreschi riguardanti l'età classica. Una porta del chiostro conduce inoltre ad un'antica cappella, da ammirare per i suoi antichi affreschi. Un angolo non affrescato era adibito a passaggio pubblico con bancarelle. Degne di nota sono la rappresentazione dell'elefante (terza arcata) e l'adorazione dei Tre Re Magi (tredicesima arcata).
Chiesa della Madonna: solitamente chiusa e quindi non accessibile se non attraverso una visita guidata del chiostro.
Parrocchia San Michele: chiesa romanica dell'XI secolo, che si trova in posizione parallela al Duomo. La chiesa è la parrocchia di Bressanone e del Decanato. È dedicata a San Michele arcangelo. La struttura ha un coro gotico, un campanile (la Torre Bianca) eretto nel XV secolo, mentre la navata e' gotica del tardo 1500. La chiesa è stata barocchizzata dopo il 1750 con affreschi di Josef Hautzinger di Vienna, uno dei discepoli di Paul Troger.
Torre Bianca: è la torre della parrocchia. Risalente al XV secolo. È stata ristrutturata nel 2007, riacquisendo di diritto il suo nome, infatti, è stata riportata la cima della torre al suo colore originale, il bianco.
Chiesa dei Santi Gottardo ed Erardo: edificata nel XIII secolo dalla famiglia Voitsberg nei pressi dell'antica prepositura. Subi' un successivo restauro nel XIV secolo, in seguito ricostruita con forme barocche dal vescovo ausiliare Wilhelm von Vintler e consacrata nel 1695. Fin dal 1971 la chiesa e' stata affidata alla chiesa evangelica.
Educandato Femminile delle Dame Inglesi: primo insediamento della congregazione delle Dame Inglesi a Bressanone nel 1739. Il convento fu costruito successivamente (tra il 1742 e il 1745) ad opera di Anna von Sarenthein. La chiesa consacrata nel 1748 a San Giuseppe e' stata ricostruita dopo un incendio nel 1839 in stile neoclassico. Nel XIX secolo e anche nel XX secolo la scuola fu piu' volte allargata.
Chiesa Josef Freinademetz a Millan, in arte moderna
Santuario di "Maria am Sand", la Madonna delle Grazie: ovvero la vecchia chiesa parrocchiale di Millan
Abbazia benedettina di Novacella
Chiesa e convento dei frati Cappuccini: La chiesa e' dedicata a Santa Caterina e fu edificata nel 1340 da Federico di Villandro. Successivamente la chiesa fu data ai Cappuccini dal vescovo Karl Andreas von Spaur nel 1603. Nel 1630 si edifico' una nuova chiesa e un convento, con le pale di F. Unterberger e S. Kessler. E' attualmente sede Provinciale dell'Ordine dei Cappuccini.
Chiesa e convento dei frati Francescani
Convento delle Terziarie: Questa fu la prima sede della congregazione, che fu fondata nel 1700 dalla brissinese Maria Huber, per aiutare nell'educazione le povere ragazze. Fu inoltre sede della prima scuola femminile del Tirolo. Oggi e' la casa madre della congregazione.
Seminario Maggiore e la sua biblioteca
Chiesa di San Cirillo, ed il Sentiero dei Santi d'Europa.
 
Palazzo Vescovile: antica residenza del Vescovo, quando ancora il vescovo era presso Bressanone. Il palazzo è disposto su tre piani, e le sue facciate esterne sono di un pallido giallo, decorato in porpora. Le facciate poste a nord e sud presentano due logge rinascimentali, mentre le altre due facciate sono in stile barocco. Attualmente al suo interno si trova un importante museo, posto in ben 70 sale. Nei periodi invernali il palazzo ospita anche una mostra di presepi.
Giardino dei Signori: affascinante giardino floreale sito accanto al Palazzo Vescovile, che durante le stagioni calde assume dei bellissimi colori.
Questo cortile è stato ricostruito soltanto nel 1991, sulla base del progetto originale del 1831. Il giardino rinchiuso da alte mura è suddiviso in 4 aiuole, dove vengono piantati fiori colorati ed ortaggi. Al centro delle aiuole si trova una bronzea fontana, che è stata recentemente oggetto di restauro.
Colonna millenaria: è una colonna marmorea costruita a lato della piazza Duomo in occasione dei festeggiamenti dei primi mille anni della città vescovile. La colonna raffigura in cima, l'agnello che è anche lo stemma cittadino, ed alla base della colonna il vescovo Zaccaria. Sulla base quadrata della colonna sono altresì raffigurati taluni importanti avvenimenti della storia della città, come ad esempio il dono del maso "Prihsna" da parte del re Ludovico il Fanciullo al vescovo Zaccaria. Il monumento fu eretto in occasione dei festeggiamenti per il millenario della citta' (1901) e del centenario delle lotte di liberazione del Tirolo contro le truppe francesi nel 1809.
cimitero austro-ungarico di Bressanone: sacrario militare a nord di Bressanone, che accoglie 1.226 caduti austro-ungarici della Prima guerra mondiale e, in un'altra area, i resti di 106 caduti tedeschi ed austriaci della Seconda guerra mondiale.
Antico rione di Stufles
Castello della Famiglia Cusano: Duchi di Bressanone e di Bolzano, discendenti di Nicola Cusano, dista 7 km da Bressanone, qui risiedono i Duchi nel periodo natalizio e il castello solo in questo periodo è aperto al pubblico. Fu costruito per volontà di Nicola Cusano ma costui non lo vide mai completo in quanto morì poco prima.
Le tre porte
Porta Sabiona
Porta San Michele: con i suoi affresci. Questa e' la porta urbana orientale, ovvero l'accesso principale alla Pusteria e all'Alta Valle d'Isarco, sino al XVII secolo.
Porta Sole anche chiamata Porta Croce: e' la porta urbana occidentale, che permetteva l'accesso alla strada per Bolzano. Precedentemente era nota come Porta San Erardo o di San Gottardo. La porta in realta' consiste di due porte, dove quella a sud e' stata costruita solo nel 1912.
 

Il palazzo, sede del municipio di Bressanone, sorge al centro del paese. Il suo lato settentrionale sbocca sulla strada dei Portici Maggiori, mentre quella meridionale dà sulla centrale piazza Duomo. Al visitatore questa facciata presenta alcuni elementi rinascimentali, mentre il tetto merlato, la torre richiamano al tardo Medioevo.

Al suo interno invece le pitture sono più recenti, quelle del secondo piano infatti sono del 1900, nonostante richiamino all'epoca medioevale.

Se guardiamo nel passato, neanche cent'anni fa al posto dell'attuale palazzo, si trovava una semplice casetta borghese di proprietà del commerciante di farina Joseph Oberhaidacher. L'edificio all'epoca aveva due piani e i locali e le facciate erano di semplice fattura. Nel 1985[senza fonte] la famiglia Oberhaidacher vende la casa all'allora imperial-regio consigliere di Stato Ferdinand Kaltenegger, di origine viennese, che ne fece la sua dimora, modificandola nello stile e nell'architettura. L'edificio fu quindi rialzato di un piano, in modo tale che si poteva distinguere dalle altre case di piazza Duomo. Fua ggiunta quindi la torre, e il parapetto merlato. Anche all'interno si effettuarono delle modifiche, ad esempio fu decorata la scalinata nell'atrio meridionale con affreschi cavallereschi, mentre l'altra scalinata, quella settentrionale, con il suo andamento ripido e angolato, ricordava l'effetto antichità del palazzo.

Le pareti interne e i soffitti furono ricoperti da un rivestimento in legno, anche le porte furono rinnovate, e per finire Kaltenegger decise di attribuire al palazzo il (fantasioso) nome di Castel Tauernstein, dove il proprietario sottolineava i suoi rapporti con la Carinzia e quindi i Tauri. Il proprietario inoltre, in occasione dei festeggiamenti per il millennio del paese, decise di farsi ritrarre come un cavaliere crociato, dopo aver così sfilato durante i festeggiamenti. Kaltenegger morì il 13 maggio 1911, e nel novembre, la figlia Johanna Pejicic, sposandosi con un proprietario terriero della Bosnia, decise di vendere il palazzo. Il borgomastro Otto von Guggenberg e ai suoi assessori, in quanto necessitavano di nuovi spazi per l'amministrazione comunale, decisero di acquistare il palazzo nel 1912.

Oggi il palazzo ospita ancora la sala consigliare e gli uffici del sindaco e degli assessori, mentre gli altri vari uffici sono sparsi nelle vie del centro storico.

Bressanone è sempre stata, ma soprattutto nel secolo scorso, una città con interessi militari; non a caso nella città erano presenti diverse caserme: come la Schenoni e la Brigata di palazzo Reverberi.

Esistevano inoltre altre caserme nei comuni vicini: la Verdone a Varna e la Ruazzi a Elvas.

A parte la sede della Tridentina nel palazzo Reverberi, tutte le altre caserme hanno chiuso, e sono passate in mano alla provincia di Bolzano, in cambio della costruzione di nuovi alloggi per i dipendenti dell'Esercito.
Nel corso del 2007 la città ha superato per la prima volta la soglia dei 20.000 abitanti.

A Bressanone vivono sicuramente diverse etnie, oltre quella germanonofona locale ed a quella italiana di immigrazione dal vicino Trentino e dal resto d'Italia dopo l'annessione al Regno d'Italia (1918); principalmente si può assumere che i maggiori gruppi di immigrati provengano dall'Albania, dal Kosovo, ma anche dalla Germania.

A Bressanone, terzo centro abitato della provincia per numero d'abitanti, si ha una maggioranza di popolazione germanofona, anche se la popolazione di madrelingua italiana supera di poco il quarto della popolazione.% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat informazioni N.17 - agosto 2002
73,13% madrelingua tedesca
25,65% madrelingua italiana
1,23% madrelingua ladina

A Bressanone la religione principale è sicuramente quella cristiano-cattolica; esistono tuttavia anche religioni minori quali: l'islam, i cristiani evangelici, i testimoni di Geova e altre minori.

Già fin dall'antichità Bressanone è sempre stata legata alla figura dei Papi. Uno di questi infatti era il Vescovo Poppone di Bressanone (1039-1048), che fu eletto Papa nel 1048, con il nome di Damaso II, che sostituì Papa Clemente II. Damaso II servì fedelmente l'allora imperatore Enrico III del Sacro Romano Impero, accompagnandolo spesso nei suoi viaggi.

Nel 1782, e per altre tre volte, fu invece Papa Pio VI che, recatosi in visita a Vienna su richiesta dell’imperatore Giuseppe II del Sacro Romano Impero, sulla via del ritorno si fermò a Bressanone.

Per l'estate 2008, l'attuale Papa Benedetto XVI, ha deciso di soggiornare presso il seminario maggiore di Bressanone dal 28 luglio al 12 agosto. Questa scelta non è stata presa a caso, infatti il Papa ha in parte origini tirolesi. Sua nonna (la madre di sua madre) Maria Tauber-Peintner nacque il 29 giugno 1855 presso il maso Töll a Rasa, paesino nei pressi di Bressanone, e si sposò il 9 febbraio 1858 nella Chiesa di Sant'Elena a Rio di Pusteria, dopodiché si trasferirono a Mühlbach, nel Comune di Kiefersfelden (non nel comune di Rio di Pusteria/Muhlbach).

Ma già da Vescovo, l'attuale Papa Benedetto, era già stato a Bressanone. La prima fu nel 1967, all’epoca professore a Tubinga, quando fece il relatore ad un convegno. Ancora nel 1968 e nel 1976 Ratzinger soggiornò in città, ma solamente come un privato cittadino.

Anche nel 1977 l'allora Cardinale e Arcivescovo di Monaco-Frisinga, soggiornò per la prima volta nel Seminario Maggiore di Bressanone e nel 1990 ritornò a Bressanone, come relatore ad un simposio sulla musica. molte altre volte l'allora Cardinale ha soggiornato nella cittadina vescovile, e forse anche per questi motivi vuole tornarci anche da Papa.
Eventi
Sfilata dei Krampus, il 5 di dicembre;
Mercatino di Natale nel periodo dell'Avvento;
Filasprint, manifestazione sportiva invernale;
Processione di San Cassiano;
Caidom, gara di downhill dalla cima della Plose alla piazza Duomo;
Altstadtfest, una festa di un weekend di agosto, che si tiene ogni due anni (alternandosi con la città di Brunico);
Mostra permanente sulla tortura: la mostra è allestita con oltre settanta articoli esposti, dando la possibilità al visitatore di dare uno sguardo alle Ordinanze criminali dell'imperatore Massimiliano I, ovvero l'ordinamento penale della Contea principesca del Tirolo, negli anni tra il 1499 ed il 1771. Gli oggetti danno una visione di come la regione tirolese sia stata in passato scandita dalla forza e dalla violenza. Grazie alla legge penale di Giuseppe II d'Austria, del 2 aprile 1787, abolì la tortura in Tirolo. La mostra è allestita presso il caffè "Rosa d'Oro" che dà sulla piazza Duomo.


La città di Bressanone vive sicuramente grazie al turismo, soprattutto grazie alle vicine piste di sci della Plose, ma possiede anche alcune importanti industrie sia a livello locale, che come filiali di ditte estere (soprattutto germaniche).

Bressanone per la sua posizione geografica strategica, è sempre stata in mezzo alle vie di comunicazione del Brennero (val d'Isarco) e di Dobbiaco (val Pusteria).

Attualmente a Bressanone passa la linea ferroviaria del Brennero e (presso il vicino paese di Fortezza), la linea ferroviaria della Pusteria.

A Bressanone inoltre si congiungono la Strada Statale 12 dell'Abetone e del Brennero e la Strada Statale 49 della Pusteria.

Cinema


Ieri sera insieme a federico siamo andati a vedere questo bellissimo film.E' un film che non si può paragonare a niente che ci fosse prima,per gli effetti speciali,per la stupenda fotografia,per la musica,per l'azione delle scene,per la storia cosi originale.La visione in 3d poi rende il tutto ancora più coinvolgente e una esperienza unica.Dura circa tre ore,è molto lungo,ma la visione scorre veloce e vorresti non finisse mai.La sequenza finale poi è cosi appassionante che ti dispiace vedere che è l'ultima.Da non mancare assolutamente.

Poesie


Due sguardi
Due sguardi nel silenzio,
sotto la luna.
Uno attraversa l'altro fino in fondo.
Manca il respiro.
Lo spazio riempie il vuoto.
Uno trattiene l'altro.
L'amore trattiene ogni sguardo.
E poi...
Gli sguardi si perdono l'uno nell'altro
e diventano uno;
perchè l'amore è l'unico fiume
in cui si perde e si unisce
ogni sguardo.
(Thabità)

Canzoni

sabato 16 gennaio 2010

Pensieri


La serenità è uno stato d'animo interiore che ci aiuta ad afrontare meglio la vita quotidiana con i suoi ritmi e il suo caos.Ci permette di riequilibrare la nostra energia interiore.Ci fa comprendere quanto ogni giorno sia un piccolo sasso aggiunto che forma l'edificio della nostra piccola casa che è la nostra vita.Ogni sasso è fatto di pensieri,emozioni,sorrisi,dolori,contrattempi,baci,voci amiche,sguardi amorevoli,parole che accarezzano o graffiano.Ogni sasso è un dono che riceviamo e dobbiamo far si che ci porti sempre miglioramenti,strade nuove che portano alla positività,nuove esperienze che ci fanno meglio comprendere noi stessi e il modo armonico con il quale ci raffrontiamo agli altri.Ogni tanto qualche sasso cade ed occorre forza e pazienza per rimetterlo al giusto posto,per far si che l'edificio continui a crescere forte e solido e non sia mai spazzato dai venti della mancanza di amore,di affettuosità,di passionalità,di attenzione verso l'altro,di sostegno morale,venti mortali e distruttivi.

Sport


Il Kendō (剣道) è un'arte marziale giapponese, evolutasi come versione sportiva delle tecniche di combattimento con la katana anticamente utilizzate dai samurai nel kenjutsu. Kendō significa letteralmente "La via (dō) della spada (ken)".
 

Si pratica indossando un'armatura (bogu) costituita da men (a copertura di testa, viso, spalle, gola), dō (corpetto rigido), tare (intorno ai fianchi), kote (guanti rigidi), tenogui (fazzoletto che viene legato alla testa prima di indossare il men). La classica sciabola (katana) è stata sostituita dal bokutō (detto anche bokken), usato solo per una serie di dieci esercizi, i kata, che racchiudono l'essenza del kendō, e dallo shinai, una spada costituita da quattro listelli di bambù uniti dal manico di pelle (tsuka), che è usata per il combattimento vero e proprio (jigeiko).

In un combattimento, è lecito colpire a men, kote, dō o tsuki (gola), e la vittoria è data al primo che realizza due colpi convalidati dagli arbitri. Complessi sono gli influssi religiosi e le tradizioni giapponesi nella pratica e nella gestualità: il kendō non è visto come una tecnica di combattimento, ma come un percorso di crescita personale; in questo senso, si dice che il kendōka (colui che pratica il kendō) deve essere grato al compagno che lo colpisce perché gli mostra i suoi punti deboli, e deve colpire con spirito di generosità.

La pratica si svolge all'interno di un dōjō, un'ampia stanza con pavimento ricoperto di parquet; solitamente si inizia e finisce sempre con il triplice saluto (al dōjō, ai compagni e al maestro), c'è un breve riscaldamento che coinvolge tutte le catene muscolari e poi si passa allo studio delle tecniche vere e proprie per poi, alla fine, passare alla pratica del jigeiko.

Vi sono gare di kendō, dirette da tre arbitri che assegnano i colpi secondo la filosofia del ki-ken-tai-icchi (気剣体一致): spirito, spada e corpo devono essere nel colpo un tutt'uno armonico affinché questo possa essere considerato valido. Allo scopo di valutare la presenza del ki, dello spirito, nel colpo, è stata introdotta la regola che impone a chi colpisce il kiai, un grido di concentrazione, al momento del colpo.

Vi sono campionati italiani, europei, mondiali, ma non è sport olimpico, poiché la federazione giapponese non ha ancora preso decisioni in tal senso, anche se ci sono alcune federazioni che spingono perché il kendo diventi sport olimpico. Il kendō, insieme allo iaidō ed al jōdō afferisce alla Zen Nippon Kendō Renmei (全日本剣道連盟), associazione giapponese che ne promuove lo sviluppo a livello mondiale.

Kendo, "Il cammino della spada", esprime l'essenza delle arti di combattimento giapponesi. Dal suo primo governo, durante il periodo Kamakura (1185-1233), l'utilizzo della spada, insieme all'equitazione e il tiro con l'arco, sono stati tra i maggiori interessi nella preparazione militare dei diversi clan che si contendevano il territorio. Il kendo si sviluppò sotto una forte influenza del buddismo zen, per cui il samurai sentiva l'indifferenza della propria vita nel bel mezzo della battaglia, la quale era considerata necessaria per la vittoria nei combattimenti individuali (si veda il concetto buddista della realtà illusoria della vita e della morte). A partire da quei tempi molti guerrieri sono stati rappresentati nella pratica del kendo, gli stessi che costituirono le prime scuole tra cui "Itto-Ryu" (scuola della spada unica) e il "Muto" (scuola senza spada).

Oggi al posto delle katane si usano delle spade di legno (oppure di bambù) a forma di 'kata' e si indossano delle solide armature. Concetti come il Mushin o "mente vuota" sono diffusi dal buddismo zen e sono l'essenza del kendo. Fudoshin o "mente impassibile" sono concetti attribuiti al dio Fudo Myo-Ō (Acala), uno dei cinque "re della luce" nel buddismo shingon. Nel 1920, la Dai Nippon Butoku Kai (大日本武徳会, l'organizzazione promotrice della fondazione giapponese di arti marziali) ne ha cambiato nome da Gekiken (撃剣, spada che colpisce) in Kendo.

Psicologia


La proiezione è un meccanismo di difesa arcaico e primitivo che consiste nello spostare sentimenti o caratteristiche propri o parti di sé su altri oggetti o persone. Insieme alla rimozione e all'inconscio, la proiezione è uno dei concetti-cardine del pensiero e della pratica psicoanalitica.

Benché per la psicoanalisi la proiezione quale processo psichico venga considerata come una modalità universale dello psichismo, Freud si appoggia soprattutto a questo meccanismo della psiche per rendere conto di alcune fenomenologie psicopatologiche, in particolare la paranoia.

È proprio nella paranoia che Freud scopre questo meccanismo di difesa, che di per sé non dovrebbe far titolo in materia di psicopatologia in quanto è di fatto nella norma. Il neurologo viennese, infatti, più di una volta è ritornato nel sottolineare il carattere normale del meccanismo della proiezione che sta alla base non solo di alcune manifestazioni psicologiche, ma anche per esempio delle costruzioni mitologiche che hanno fatto e fanno la civiltà.

Questa impostazione è propria di Freud fin dal suo articolo "Nuove osservazioni sulle neuropsicosi da difesa", che risale al 1896 ovvero ai primordi di questa nuova via di conoscenza alla quale il proprio fondatore diede il nome di psicoanalisi.


Il meccanismo della proiezione è il trasferimento di un contenuto soggettivo in un oggetto o in una persona. Come tale esso è pertanto una dissimulazione di un contenuto positivo o negativo che l'individuo dovrebbe riconoscere ma che rifiuta per una determinata ragione, ad esempio per la sottovalutazione di sé o perché il contenuto è immorale o inaccettabile. Nel momento in cui l'identità con l'oggetto viene considerata dall'invidiuo pericolosa per il proprio adattamento, proietta il contenuto. La pericolosità è direttamente collegata alla critica esterna o interna ed è indice, coerentemente all'individuazione del soggetto, di una mancata assimilazione. La critica viene riconosciuta e il contenuto proiettato. Se il contenuto fosse assimilato il soggetto non avvertirebbe nessuna critica. Il meccanismo della proiezione di basa su quello primitivo dell'identificazione. Come atto introvertivo, a differenza dell'introiezione, non avviene un'assimilazione del contenuto ma una separazione del soggetto dall'oggetto.

Sotto questa luce Carl Gustav Jung propose l'idea, stando alla sua teoria dei simboli, della trasformazione energetica della libido e dell' individuazione, del reputare gli alchimisti individui che proiettavano i loro contenuti archetipici inconsci nei loro studi sulla pietra filosofale. Per Carl Gustav Jung infatti la pietra filosofale assunse il significato del Sé, fine ultimo dell'individuazione. La proiezione e i relativi contenuti inconsci si possono ritrovare anche nei miti e nelle leggende.

Canzoni

venerdì 15 gennaio 2010

Poesie


Io non posso darti di più 
Non sono più di quello che sono. 
Ah come vorrei essere 
sabbia, sole in estate!
Che ti sdraiassi 
rilassata a rilassarti.
Che mi lasciassi 
il tuo corpo quando te ne vai, orma,
tenera, tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
su di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla testa ai piedi 
bruno. 
Ah come vorrei essere 
vetro, o stoffa o legno 
che conserva il suo colore 
qui, il suo profumo qui,
e nacque a tremila chilometri!
Essere 
la materia che ti piace, 
che tocchi tutti i giorni 
e che vedi già senza guardare
vicino a te, le cose 
-collana, boccetta, seta antica - 
di cui, quando senti la mancanza 
chiedi: "Ah! dov'è?" 
A come vorrei essere 
un'allegria fra tutte, 
una sola, l'allegria 
di cui ti rallegri tu!
Un amore, un amore solo:
l'amore di cui tu ti innamoreresti.

Però non sono più di quello che sono.


Pedro Salinas

Pensieri


Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato.

Alda Merini, da "La Terra Santa"

Canzoni

giovedì 14 gennaio 2010

Top Five


Top Five delle cose più intelligenti che ho fatto:

1)Concepito due figli meravigliosi come Ico e Luca;

2)Iniziato a scrivere di cinema;

3)Gettato in mare la fede;

4)Cambiato attività lavorativa;

5)Imparato tante lingue straniere.

Cinema

Storia


Una Donna.Rigoberta Menchú Tum (Chimel, 9 gennaio 1959) è una pacifista guatemalteca, che ha ricevuto nel 1992 il Premio Nobel per la Pace, datole "in riconoscimento dei suoi sforzi per la giustizia sociale e la riconciliazione etno-culturale basata sul rispetto per i diritti delle popolazioni indigene". Il premio le è stato conferito in parte per la sua biografia del 1987, Mi chiamo Rigoberta Menchú, raccolta dall'antropologa Elisabeth Burgos. I suoi detrattori sostengono che il libro contiene molti fatti inventati. I suoi difensori sostengono che qualsiasi eventuale invenzione passa in secondo piano rispetto all'estrema importanza del suo racconto della soppressione guatemalteca del popolo indio.


La Menchú sostiene che iniziò a lavorare come bracciante agricola migrante all'età di 5 anni, in condizioni che causarono la morte dei suoi fratelli ed amici. Da adulta, si unì a membri della sua famiglia in azioni contro i militari per i loro abusi dei diritti umani. La violenza la costrinse all'esilio nel 1981. La Menchú appartiene al gruppo etnico indigeno dei Maya Quiché.

Nel 1991 prese parte alla stesura da parte delle Nazioni Unite di una dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni. Rigoberta Menchú è ambasciatrice per l'ONU ed è tornata in Guatemala per lavorare al cambiamento del paese.

Ella ha inoltre cercato, nel 1999, di far processare in un tribunale spagnolo l'ex dittatore militare Efraín Ríos Montt, per crimini commessi contro cittadini spagnoli; tali tentativi sono stati comunque senza esito. In aggiunta alla morte di cittadini spagnoli, le accuse più gravi comprendono il genocidio contro la popolazione Maya del Guatemala.

Nel 2002 Rigoberta Menchú Tum è stata insignita della cittadinanza onoraria di Caorle Venezia.

Rigoberta ha avuto una vita incredibile.Ha avuto la famiglia sterminata,torturata,violentata,evirata,accecata,tutte le più orribili azioni che un uomo può fare su un altro uomo sono narrate nella sua biografia.E' scampata per miracolo a diversi tentativi di uccisione da parte dei militari della giunta che allora insanguinava il Guatemala.Più volte violentata e torturata ha sempre resistito e non si è mai arresa.Riusci a scappare dal suo paese e con l'aiuto di Elisabeth Burgos narrò la sua vicenda umana che servi per portare i riflettori internazionali su quel piccolo paese dimenticato da tutti,dove un vero e proprio genocidio era stato compiuto nel silenzio più totale delle organizzazioni internazionali.Solo Amnesty International denunciava a più riprese i massacri nei villaggi degli indios da parte dei militari e le torture sistematiche alla popolazione che viveva nel terrore di rappresaglie.Un piccolo omaggio ad una grande donna che pochi conoscono e che ha dimostrato che la volontà e la tenacia quando sono guidati dalla verità,portano spesso a ribaltamenti di situazioni che appaiono li per li disperate.