martedì 3 novembre 2009

Poesie


Sono così convinto
della trasparenza in quel che vivo,
che la luce, la pioggia e il cielo sono
le forme in cui ti schivi,
vaga interposizione fra te e te,
che non sono mai solo
se la luce del giorno mi sembra la tua anima,
o quando illuminandosi le stelle
mi raccontano cose che tu pensi.
Quella goccia di pioggia
che cade sulla carta
non è una macchia livida, fiorita dall'azzardo,
quando una vaga e diffusa violetta
che tu mi invii dall'aprile che vivi.

E poi, quando i contatti della notte,
massa di oscurità, solida massa,
vento, rumori, giungono e mi toccano
rimango immensamente
stupito di vedere
che il braccio che ti tendo non ti stringe,
e che ancora ti ostini
a non mostrarti tutta
vicina come sei, dietro ogni cosa.
E sebbene tu palpiti
in ciò che è più vicino, io devo credere
- solo perché il tuo corpo non si vede -
nella vaga finzione d'esser solo.

Pedro Salinas

1 commento:

  1. Che parole splendide...

    Tra qualche giorno sarà il compleanno di una persona alla cui anima ho legato la mia, in modo strano, inafferabilmente lontano ma unico e solo...

    Mi hai dato le parole giuste per dirglielo. Grazie Stefano.La tua scelta è anche la mia.

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