giovedì 6 maggio 2010

Storia


Paestum è un'antica città della Magna Grecia sacra a Poseidone (fu chiamata Poseidonia) ma devotissima anche a Hera e Atena. Il suo territorio è ancora oggi cinto dalle mura greche, così come modificate in epoca lucana e romana poi.

Si trova in Campania, in provincia di Salerno, nel comune di Capaccio[1], a circa 40 chilometri a sud del capoluogo della provincia (97 km a sud di Napoli). È situata nella Piana del Sele, vicino al litorale, nel golfo di Salerno, verso il Cilento.


La città fu fondata verso la fine del VII secolo a.C. da coloni Greci provenienti da Sibari (Sybaris) con il nome di Poseidonia. La ricchezza della città è documentata dalla costruzione avvenuta tra il VI ed il V secolo a.C. di grandi templi le cui rovine si sono ben conservate fino ai giorni nostri.

In seguito all'invasione dei Sibariti, alcuni "esuli pestani" si rifugiarono nell'entroterra dando vita all'insediamento di Controne.

Nel V secolo a.C. i Lucani, popolo italico di ceppo Sabellico, conquistarono la città e le diedero il nome di Paistom. Nel 273 a.C. divenne colonia romana di diritto latino con il nome di Paestum dopo che la città aveva parteggiato per il perdente, Pirro, nella guerra contro Roma agli inizi del III secolo a.C.

La città rimase sempre sotto il dominio romano, ma iniziò ad entrare in declino fra il quarto ed il VII secolo, probabilmente a causa dei cambiamenti nel drenaggio che portarono all'impaludamento e al contemporaneo arrivo in Europa della malaria. Dopo le distruzioni portate dai Saraceni nel IX secolo e dai Normanni nell'XI, il sito fu abbandonato durante il Medioevo, quando gli abitanti, allontanatisi, fondarono Capaccio.

Assieme alla frazione Laura fu interessata, il 9 settembre 1943, dagli sbarchi delle forze alleate durante l'operazione Avalanche.


Particolarmente importanti sono i tre grandi templi, due di ordine dorico, e uno di ordine dorico e ionico, che costituiscono alcuni dei migliori esemplari di questi stili.
Il Tempio di Hera: conosciuto come la "basilica di Herathos" (ca. 540 a.C.), era uno dei più grandi templi greci costruito in pietra. Il più antico dei tre, reca i segni della sua arcaicità in alcune peculiarità strutturali, ad esempio nella peristasi enneastila (di 9 colonne) sui lati brevi.
Il Tempio di Nettuno: ma in realtà anche questo dedicato ad Hera, mostra le forme mature del tempio di Zeus di Olimpia.
Il Tempio di Athena (ca. 500 a.C.): in precedenza noto come tempio di Cerere, è più piccolo, e presentava colonne ioniche all'interno del pronao.
l'Heraion alla foce del Sele, antico santuario extramurario dedicato alla dea Hera.

Mura: lunghe 4,75 km e dotate di 28 torri, sono ben conservate e si possono riconoscere le fasi costruttive lucana e romana.
Le quattro porte romane: Porta Marina (ovest), Porta Aurea (nord), Porta Sirena (est), Porta Giustizia (sud).


Esternamente alla cinta muraria sono state rinvenute numerose necropoli. Una delle più grandi, a circa 1 chilometro da Paestum, è la necropoli del Gaudo. Estesa su circa 2000 m², con circa una trentina di tombe viene attribuita alla facies culturale definita cultura del Gaudo. La necropoli fu scoperta casualmente dallo US Army, nel corso dell'operazione Avalanche, nei lavori per la realizzazione di una pista di atterraggio. Si deve alla sensibilità culturale dei comandi militari USA la salvaguardia del sito e la sua segnalazione alle autorità competenti.

Paestum è anche località balneare dotata di una spiaggia sabbiosa, lunga 15 km, costeggiata da una pineta affacciata sul mar Tirreno.


La Tomba del tuffatore

Il museo mostra un' importante collezione di antichi oggetti greci dell'Italia meridionale. Sono esposti pezzi derivati dai ritrovamenti dei dintorni di Paestum, in primo luogo i corredi funebri provenienti dalle necropoli greche e lucane. Tra questi molti vasi, armi e dipinti.

I più importanti sono i dipinti provenienti dalla celebre Tomba del tuffatore (480-470 a.C.), unici esempi di pittura greca di età classica e della Magna Grecia, che interpretano la transizione dalla vita al regno dei morti, come un salto del tuffatore nell'acqua.

Notevole per importanza è anche il ciclo di tombe affrescate appartenente al periodo lucano della città.

Al museo è anche allestita l'esposizione dei cicli metopali provenienti dall'Heraion del Sele.

Dopo l'XI secolo Paestum cadde nel più completo oblio e fu riscoperta solo nel XVIII secolo, quasi contemporaneamente alle città romane di Pompei ed Herculaneum. La riscoperta ebbe al tempo grande attenzione. Una spedizione nella palude era tappa obbligata del Grand Tour, il programma di viaggi di formazione artistica.
« Finalmente, incerti, se camminavamo su rocce o su macerie, potemmo riconoscere alcuni massi oblunghi e squadrati, che avevamo già notato da distante, come templi sopravvissuti e memorie di una città una volta magnifica. »
(Goethe, Viaggio in Italia, 23 marzo 1787)

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