martedì 27 agosto 2013

Film









Dalla pièce teatrale (1988) di David Henry Hwang, ispirata a un vero processo di spionaggio. Pechino, 1964. René Galimard, diplomatico francese, ama per anni una cantante dell'Opera di Pechino che in realtà è, oltreché spia, un uomo. È convinto a tal punto che sia una donna da credere di avere avuto da lei un figlio. Scoperta la verità, decide, prima di darsi la morte, di diventare quella donna che si era illuso di amare. Poco o nulla preoccupato della verosimiglianza, in questo melodramma raffreddato Cronenberg si dedica all'analisi di una passione impossibile e straziante, messa in immagini come un incubo o un'allucinazione. Almeno in due sequenze fa grande cinema: il furgone dove Lone si spoglia e il tragico epilogo in carcere. È anche una parabola disperata sull'assorbimento dell'Oriente da parte dell'Occidente, del Femminile da parte del Maschile, dell'Amato da parte dell'Amante. Grande e apparentemente monocorde attore, Irons (con la voce di Mario Cordova) regge il film sul suo sguardo,immenso John Lone,nel ruolo della donna orientale apparentemente sottomessa che getta la maschera alla fine del film,ma che dimostra una sua dignità e sincerità pur nell'inganno.Come in tutti i film di Cronenberg il corpo,la materia,la fanno da padroni,qui è il travestimento ad affascinarlo,l'ambiguità sessuale e sensuale,l'incontro oltre che tra due corpi tra due mondi,tra due culture,che forse solo una energia potente come l'amore poteva unire.

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