lunedì 12 luglio 2010

Poesie


Come una bufera voglio
volare sul tuo corpo
annegare la mia sete
mentre le tue labbra
stanno su di me

solo che
la mia
sete non può essere
estinta
sono una cava di pietre
con ghiaia e sabbia
asciugo le lacrime
sotto
uno sterile
ciliegio

come una bufera voglio
cadere su di te
imperversare nei tuoi capelli
come vento contrario
toglierti il respiro
& perdere il mio

solo che
il mio respiro è leggero
come fossi calmo
il mio cuore
una fiamma azzurra di carne
in decomposizione







Norbert Conrad Kaser
La dolcezza della ribellione
a cura di Gio Batta Bucciol
Crocetti Editore 2009

Storia


Vico nasce a Napoli il 23 giugno 1668 da Antonio e Candida Fasullo, sesto di otto figli. Il padre Antonio, proveniente da Maddaloni, è un libraio, proprietario di una botteguccia sulla strada di San Biagio, sottostante l'abitazione.
Nel 1686 il vescovo di Ischia Geronimo Rocca, fratello di Domenico, conobbe in una libreria di Napoli un giovane avvocato di nome G. B. Vico ed avendo avuto modo di apprezzare la sua vasta cultura gli propose l'incarico di istitutore per i suoi nipoti: Francesco, Saverio, Carloantonio e Giulia. Così sul finire del 1600 il castello di Vatolla ospitò per nove anni il filosofo. Vico fu assiduo frequentatore del Convento della Pietà, per scambiare idee con i frati e per consultare la biblioteca del pio luogo. Secondo la tradizione popolare nel piazzale antistante l'edificio del Convento, all'ombra degli ulivi, il filosofo amava riposare, leggere e meditare. Tra le piante, ancora vive e vegete nonostante l'età plurisecolare, una di esse viene indicata dai paesani come l'ulivo del Vico. Il Vico restò a Vatolla, anche se non continuativamente, dalla fine del 1686 a tutto il 1695, facendo qui il maggior corso degli studi filosofici e la stesura della Scienza Nuova. Il grande pensatore ebbe con il villaggio che lo ospitava un rapporto amore-odio: a volte lo definiva "aspra Selva solinga arida e mesta" (Vico, Affetti di un disperato,1692) , altre volte come "bellissimo sito di perfectissima aria, dalla quale fu restituito alla salute ed ebbe tutto l'agio di studiare e gettare le basi della Scienza Nuova" (Vico, Autobiografia).

Oltre ad immergersi nei suoi studi, il filosofo partecipa in qualche modo anche alla vita che si svolge nella corte baronale ed alle attività ad essa connesse.Il Vico nel 1693, il I ottobre, tiene a battesimo in Vatolla un bambino, certo Francesco Geronimo Boffo figlio di Francesco (maestro di canto) e nel 1690 è testimone in due atti notarili, insieme a due altri dipendenti dei Rocca, Antonio Magrino (maestro di ballo) e Francesco Maria Rossi. Nel 1695,l'8 aprile, è nominato in altri due atti come testimone, col titolo di dottore in Utroque, cioè laureato in tutti e due i diritti.

Nel 1693 pubblica la canzone "Affetti di un disperato", d'ispirazione lucreziana, perché preda di un amore non corrisposto per la giovane discepola Giulia Rocca, figlia del Marchese, per la quale scriverà nel 1695 anche un epitalamio per le sue nozze con Giulio Cesare Mezzacane, Principe di Omignano.La passione non corrisposta per la giovane fanciulla è stata, per alcuni studiosi, il motivo del trasferimento del filosofo a Napoli ed anche perché il suo compito ormai era finito.
Rientrato nella sua città nel 1699, risultato vincitore del concorso presso l'Università di Napoli come docente di retorica, ottiene la cattedra con lo stipendio di 100 scudi l'anno. Nello stesso anno, il 2 dicembre, sposa Teresa Caterina Destito, che gli darà ben otto figli; e dalla piccola casa di via S. Biagio dei Librai 25, si trasferisce nel vicolo dei Giganti, sempre a Napoli.

Già in Napoli nel 1701 ha ancora modo di interessarsi del suo allievo Saverio Rocca ma questa volta in modo drammatico e doloroso: il giovane era stato coinvolto nella congiura di Macchia. viene soffocata nel sangue la congiura detta della Macchia, promossa da nobili napoletani per trasformare il Regno di Napoli da provincia soggetta alla Spagna a Stato autonomo, governato da un figlio dell'Imperatore austriaco, ed il Vico la segue direttamente. Infatti egli analizza, da studioso, anche le vicende politiche e storiche a lui contemporanee, come questa stessa congiura

Avversato e criticato dai suoi contemporanei, Giambattista Vico, ha sostenuto fermamente e sempre senza cedimento o dubbio che l'uomo, come gli insegnano gli esperimenti, può conoscere a fondo solo quelle cose di qui sa ricostruirne la genesi e la formazione: "verum et factum convertuntur". Di questo mondo della storia come creazione umana, realizzata dagli uomini nei secoli, si possono e si devono cercare i principi costitutivi, le leggi che lo regolano.
Ma per rintracciare ordini e leggi, bisogna fondare una scienza nuova, la scienza della storia, "una storia ideale eterna, sopra la quale corrono in tempo tutte le variazioni nei loro porgimenti, progressi, stati, decadenze e fini". Questo l'impegno del filosofo fino alla sua morte.
La "Scienza Nuova", la sua opera fondamentale, in cui è racchiusa la sua dottrina filosofica nella sua interezza e complessità, lo ha impegnato per quasi tutta la sua vita.

Il 23 gennaio 1744, nel cortile di un palazzo dei Gradini dei S.S.Apostoli, si rumoreggiava intorno alla bara di un professore dell'università della città. Il motivo del contendere, nato già la mattina da una discussione nella casa dell'estinto, era che, sia i professori dell'università che i componenti dell'Arciconfraternita di S.Sofia di cui il morto era sodale, si arrogavano il diritto di prevalere gli uni sugli altri, cioè reggere i fiocchi della coltre funeraria per poter camminare così in prima fila. Per questa insulsa lite i funerali che dovevano avvenire alle due del pomeriggio, alle quattro non erano ancora avviati poichè i confratelli, pensando forse di stancare i professori, arrivarono addirittura un pò dopo le quattro, ma visto che costoro erano sempre lì ripresero, in modo incivile, la loro protesta credendo di costringere i colleghi del morto a cedere il passo e ad andare avanti. E siccome poi ai confrati non andava bene nemmeno che al funerale partecipasse don Nicola Merola, amico e confessore del defunto, sproloquiando e proferendo minacce, spensero le candele e abbandonata la bara nel cortile se ne andarono. E così per i poveri familiari si aggiungeva dolore al dolore poichè si videro costretti a trasportare il corpo del defunto in casa e rimandare i funerali al giorno successivo. Ed il 24 gennaio, con la presenza dei professori, dei canonici della cattedrale e con gli onori di Conte Palatino, il funerale fu celebrato. Si chiudeva in questo modo la vita terrena di G.B.Vico, uno dei grandi ingegni dell'umanità.

Pensieri


La tua bimba indaffarata ti pensa ogni attimo e il suo cuore vuole solo soffiare al tuo l'amore intenso che ha per te....

Non è delusione,è la conferma di quanta falsità c'è e ci può essere nei rapporti,nelle persone,nei meccanismi che avvicinano e allontanano le persone.Credo di aver dato fin troppo dolore,ingiusto e immeritato,all'unico amore vero e totale che io abbia mai vissuto,te.Non so se la mia vicinanza ha senso,se hai bisogno di tempo e di un mio silenzio per seguire ciò per cui sei nato,dimmelo amore mio e per amore io ti lascerò stare il tempo che vorrai.....

Ogni volta che vedo cose a te indirizzate sento una fitta al cuore.Per la paura di come,all'improvviso,l'anima di chi ami possa essere distratta da altre persone diverse da te e magari creare legami che ti indeboliscono il cuore e le certezze.Ecco,penso a quanto strano,inconscio fastidio e dolore può darmi questo sentire e capisco mille volte di più il tuo di dolore e mi maledico per avertene dato....

Vorrò sempre sapere tutto dei tuoi pensieri e del tuo cuore.Voglio incontrarti in ogni posto di ogni dimensione che vivrò e ascoltarti,e conoscerti per capirti,fino in fondo all'essenza di ciò che la tua anima è.Appoggerò le tue scelte,di lavoro e di vita,e ti farò sentire la mia presenza come una certezza...

Non c'è e non ci sarà nessun B.M. nei miei diari di vita da lasciare a te.Nè nessuna altra iniziale che non sia quella che comincia e che finisce col tuo nome...

Stavo proprio per scriverti.Capita sempre cosi,ti penso e arrivi tu...se mi tieni per mano con te vengo dovunque amore mio....

Accadimenti


Quanto sto per scrivere non arriverà e non verrà mai letto dalla persona alla quale è dedicato.Perchè la conosco solo indirettamente e perchè credo che il rispetto verso l'altrui sentimento mi avrebbe impedito di manifestare apertamente questi miei pensieri che fermo qui.Io non sono una donna per cui non so neanche immaginare cosa possa provare una giovane donna che porta in sè la vita e che ad un tratto le viene sottratto tutto,definitivamente.Posso solo capire il dolore provato come padre perchè ho vissuto anche questo,ed è un dolore sordo,pieno di pudore,che ti fa andare in posti solitari e piangere da solo in macchina,che ti porta a considerazioni sulla nostra vita e su quanto il dolore possa dilaniarci l'anima.Ma il mio dolore è infinitesimale e posso sentire tutto l'abbattimento,lo scoramento,la mancanza di energie,lo svuotamento interiore,che pervadono questa giovane donna.Spero solo,e le auguro con tutto il cuore,di trovare in sè la forza necessaria per ritrovare se stessa e con l'aiuto del marito che la ama rigettare quel seme di vita dal quale possa nascere il fiore che porterà armonia e felicità nella loro vita.


Per V.

mercoledì 7 luglio 2010

Poesie


Di buio in buio,
da secoli morto
mi sospinge il mio cercarti.
Il mio male terreno
fatto è terrore ed ansia di trovarti.
In questo silenzio
solo mi resta il domandarmi
il perché del peccare,
il districare paziente
la mia perversa natura,
che gli angeli non possono toccare.
In questo buio
solo mi resta questo tormentarmi.



Giorgio Manganelli

Haiku


l' orchidea, di notte
nasconde nel profumo
lo splendore del fiore
Yosa Buson




Cos'è un Haiku

Nella letteratura giapponese, gli Haiku rappresentano una parte molto importante e caratteristica dell'essenza più profonda della cultura nipponica.
La condizione alla base di questo tipo di poesia è la convinzione dell'inadeguatezza del linguaggio, rispetto al compito di testimoniare la verità. C'è molta cultura Zen alla base della poesia Haiku, il cui intento è quello di far tornare il linguaggio alla sua essenza pura, ovvero alla sua nudità
Nessuna manifestazione del reale, neppure la più semplice, è indegna di essere trattata dai Maestri di Haiku: in ogni cosa è l'energia vitale a svelarsi alla mente, se questa è scevra da schemi e pregiudizi, dalle proprie abitudini e dai limiti del razionale. E poiché l'energia vitale è movimento, anche l'Haiku, seppure nella sua semplicità, dovrà permettere a questo movimento di esprimersi, attraverso le sillabe, e di esprimere a sua volta la comunione, l'esigenza dell'uomo di essere tuttuno con la natura.
Anche se veicolo di questa comunione, l'Haiku, però, non diventa mai semplice descrizione realistica, ma và sempre interpretato come testimonianza di una visione che va appunto oltre gli schemi di cui sopra.

Esistono almeno due modi di scrivere Haiku che danno vita a due stili diversi.
Il primo stile è caratterizzato dal fatto che uno dei tre versi (normalmente il primo) introduce un argomento che viene ampliato e concluso negli altri due versi.
Il secondo stile produce Haiku che trattano due argomenti diversi messi fra loro in opposizione o in armonia. Questo secondo stile può attuarsi con due modalità: il primo verso introduce un argomento, il secondo verso lo amplia e lo approfondisce, il terzo verso produce un'opposizione di contenuto, un capovolgimento semantico che in qualche modo ha però relazione con il primo argomento. Questo sbalzo semantico può anche essere sottilissimo.
Ma potrebbe anche essere che il primo verso introduce un argomento, e sono i due versi successivi che introducendo un nuovo argomento lo mettono in relazione con l'argomento trattato nel primo verso (in opposizione o in armonia).

Basho, uno dei massimi poeti di Haiku, dopo aver letto una composizione del discepolo Kikaku, gli disse: "Hai la debolezza di voler stupire. Cerchi versi splendidi per cose lontane; dovresti trovarli per cose che ti sono vicine".
Nelle poesie di Basho l'intera natura è chiamata ad esprimersi: l'acqua, le rocce, i fiori, il sole, le nuvole e le stelle, gli animali, le piante, il mare e il vento e insieme a tutto ciò, il dolore e la gioia dell'uomo. Tutto è Kami, divinità, e al cospetto del divino il poeta si colloca, anima e corpo in un'unità inscindibile, nella condizione estatica della contemplazione.

L'Haiku è nato in Giappone nel XVII secolo.
Deriva dal Tanka, componimento poetico di trentun sillabe.
Si scrivevano poesie Tanka già nel IV secolo. Il Tanka è formato da cinque versi con una quantità precisa di sillabe per ogni verso: il primo verso contiene cinque sillabe, il secondo sette sillabe, il terzo cinque sillabe, il quarto sette sillabe, il quinto sette sillabe. Eliminando gli ultimi due versi si è formato l'Haiku.
La prima antologia di poesia giapponese intitolata "Manyoshu" risale all' VIII secolo; comprende 20 volumi con 4.500 poesie in diverso stile.
In Giappone si calcola che più di dieci milioni di persone si diletta a scrivere Haiku. Ci sono attivissimi gruppi di poeti (chiamati Haijin) che si riuniscono per parlare di Haiku. Tutte le maggiori riviste e quotidiani giapponesi hanno una rubrica dedicata agli Haiku.

Canzoni

Pensieri


Non sentire la mancanza amore mio,sono cosi vicina a te questa volta che mi riavrai presto accanto e potrai stringermi forte fino a sentirmi addosso....

Essere considerata luce dovrei quasi considerarlo un onore!Buongiorno amore mio totale,io sento di legarmi a te sempre di più.Senza fine di tempo il mio sentimento mi avvolge,mi plasma i pensieri e le emozioni e dà loro il tuo profumo.Ti voglio accanto a me sempre sempre sempre...

Ti amo da impazzire amore mio,con il calore intenso di tutti i raggi di sole possibili...

Voglio trasmetterti tutte le profonde e indescrivibili emozioni di una scelta d'amore che sento sempre più mia.Sei proprio importante per me...

Tu sei il vento che mi avvicina ogni volta al tuo cuore e al tuo corpo di uomo insieme dolcissimo e virile...

Anche quando l'alba è di foschia,e tra le nebbie fluttuano le porte che aprono l'accesso ad altri mondi,e cercare avalon è arduo,io mi prendo ogni tempo per godermi l'emozione del tuo abbraccio...

Ti ho dato amore,abbracci,carezze,massaggi,cestini dai nastri giallorossi,medagliette con frasi importanti,baci infiniti,coccole ai tuoi bimbi,ho inventato poesie per te,ho cucinato cuori di crostatine per te,ti ho portato sul mio mare....dillo tu al tuo cuore che una volta hai incontrato una donna persa di te....

Sento echi di te rimbalzare tra le pareti di ovatta innamorata che mi avvolgono l'anima....

Giorno dopo giorno,notte dopo notte,amore dietro amore,il flusso di noi mi riempie le vene,e le stelle fanno tatuaggi di te non solo sopra ma anche sotto la mia pelle...

Ti desidero con ogni mio pensiero possibile e ogni mio pensiero sa sempre di avere scelto te...

martedì 6 luglio 2010

Pensieri


Quando la tua foto mi riempie gli occhi,anche il mio cuore è colmo di te.....

Penso che l'amore abbia parole strane,e strani segni.Arriva e mette al mondo sentimenti,e poi li lascia li,a crescere o morire,alimentarsi solo di sè stesso.Superando percorsi impervi che però lasciano tracce,superando le tracce per tornare forte più di prima....

Non lo puoi immaginare quanto amore c'è,dentro di me,per te,in questo attimo esatto di tempo vissuto....

Sei come un miraggio d'amore che diventa l'acqua nel mio deserto.Quando guardo le luci,le tante che adoro ammirare,loro brillano sempre,poi io sbircio meglio,e vedo che dentro ci sei tu,perchè mi sei negli occhi intensamente....

La nostra intesa andrà oltre la vita e oltre la morte...la mia anima mi lascerà e tu sarai dentro di me anche in quel momento.Come una certezza consapevole di ogni mia vita.Come la donna il cui ultimo fiato sussurra buonanotte benjamin....

Io ti amo senza limiti amore mio e te lo dimostrerò sempre perchè tu mi basti in ogni tutto.Tu sei il filo che dal labirinto semivuoto del mio passato mi aiuta ad uscire verso il mondo e l'amore tenendomi forte per mano e io proverò sempre a non farmela lasciare mai...

Le cose accadono,a volte le cerchiamo,altre no,non è convinzione o ricerca,è solo il realizzarsi di situazioni e sensazioni che si svolgono nel tempo e di cui siamo più oppure meno consapevoli.E cosi ieri,senza volerlo o cercarlo,ti ho sentito cosi fortemente dentro di me che ogni attimo vissuto da quel momento è diventato cera con cui attaccare le nostre due vite per farne una sola da portare in giro per il mondo divisa a metà tra la mia anima e la tua....

Credimi amore,in questi giorni l'alternarsi di incomprensioni e spiegazioni,di dolore e gioia,di allontanamenti verbali e ritrovamenti col cuore,io ho sentito crescere e maturare il mio amore per te.Ti ho ascoltato con attenzione,ho accolto in me i tuoi dubbi,le tue passioni,i tuoi racconti,i pensieri e mai come in questi attimi io mi sono sentita legata alla tua anima,ed è stato meraviglioso riconoscerti e sentirti mio e fortissimamente...

Io voglio un rapporto esclusivo,voglio dare e insieme voglio capire sempre che l'uomo che ho scelto al mio fianco è mio,e io sua,e qualunque altro legame esterno,finchè ci sarà amore,non dovrà mai essere incertezza o dolore per l'altra persona.Fidarmi è il passo più difficile che io potrei mai fare, ma lo farò per provare a credere in noi tante volte più che in ogni altro sentimento con altri uomini del mio passato.Vivimi ma non ferirmi,non farlo,ti prego.....

Fuochi artificiali nel mio cielo di luglio,come arcobaleni notturni senza il bisogno di sole nè pioggia,arcobaleni rumorosi e innaturali inventati dall'uomo per rinnovare i sogni.Li ho guardati pensando alle mie labbra sulle tue,e tutta la luce dei loro tesori passava dal tuo cuore al mio...

Ti cerco sempre e dovunque,come un angelo che segue le sue ali perchè ne ha bisogno per sentirsi completo....

Poesie


A te si arriva Pedro Salinas

A te si arriva solo attraverso te.
Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Però non so dove sono stato con te.
Là mi hai portato tu.
Come avrei imparato la strada
se non guardavo nient'altro che te,
se la strada era dove tu andavi,
e la fine fu quando ti sei fermata?
Che altro poteva esserci
più di te che ti offrivi, guardandomi?
Però adesso che esilio,
che mancanza,
e lo stare dove si sta.
Aspetto, passano i treni,
i destini, gli sguardi.
Mi porterebbero dove non sono stato mai.
Ma io non cerco nuovi cieli.
Io voglio stare dove sono stato.
Con te, ritornarci.
Che intensa novità,
ritornare un'altra volta,
ripetere mai uguale
quello stupore infinito.
E fino a quando non verrai tu
io resterò sulla sponda
dei voli, dei sogni,
delle stelle, immobile.
Perché so che dove sono stato
non portano né ali, né ruote, né vele.
Esse vagano smarrite.
Perché so che dove sono stato con te
si va solo con te, attraverso te.

Canzoni

lunedì 5 luglio 2010

Pensieri


Fare l'amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse, ma quasi opposte. L'amore non si manifesta con il desiderio di fare l'amore [...] ma col desiderio di dormire insieme.


L'insostenibile leggerezza dell'essere.
Milan Kundera