sabato 30 novembre 2013

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Per Ico.....

Haiku







Languore d'inverno:
nel mondo di un solo colore
il suono del vento.



Matsuo Basho

Fotografia







Pesce Pagliaccio nella sua anemone, Bradford Seamount,  Kimbe Bay, Papua Nuova Guinea.
Fotografia di David Doubilet

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Televisione







I commenti sono impietosi: “Ha la faccia come il c…”; “E’ uno schifo…”; “Razza porcella sarebbe più consono”. Basta l’annuncio del ritorno di Piero Marrazzo in tv per scatenare la cagnara del web. Anche il titolo diventa un facile pretesto di polemica, perché pone l’accento sull’umanità, e chissà – si sospetta – che in maniera subliminale non se ne voglia evocare la debolezza. La troppo umana debolezza. Il sostantivo “razza” potrebbe perfino sembrare un errore, perché nelle classificazioni biologiche quella dell’uomo non è propriamente una “razza” ma una specie: l’“homo sapiens”. Tuttavia è chiaro che si allude ad Einstein: “Appartengo all’unica razza che conosco: quella umana”.
Ed è solo l’antefatto: l’eco che in questo caso precede e non segue l’evento, una risonanza emotiva anticipata, considerata la natura del “caso Marrazzo”, col giornalista, divenuto governatore del Lazio, travolto da una vicenda privata – che le sue prime dichiarazioni pubbliche smentivano – condita da trans, droga, ricatti e morti sospette, da cui personalmente è stato scagionato, ma dai contorni giudiziari ancora oscuri. Un programma televisivo, tuttavia, va giudicato per quello che è. E Razza umana, con cui Marrazzo torna a condurre in tv a distanza di molti anni, è tra le cose migliori partorite dalla disastrata Rai2 (mercoledì, 23.30), di recente. Testi, temi, scene, grafica, conduzione: tutto funziona, sebbene lo share sia sordo e dopo l’esordio sul 5%, registri nella seconda un modesto 3.75%.
L’impianto narrativo è monografico, con un’articolazione a raggiera, simile a una mappa concettuale. Mercoledì si è raccontato il mondo visto con gli occhi della paura. In apertura, le parole ispirate dello scrittore napoletano Raffaele La Capria sul gigante Vesuvio, accidioso e insonne, che potrebbe eruttare la propria rabbia in qualsiasi momento, generando una potenza distruttiva maggiore di una bomba nucleare. Ecco poi un filmato delle paure di padri e madri troppo apprensivi (in qualche caso giustamente tali) che tappezzano la propria casa di videocamere, per controllare le tate dei loro figli, anche senza informarle. Non è legale, ma in Francia è servito a smascherare una baby-sitter che malmenava un bambino di due anni: lo schiaffeggiava, gli legava mani e polsi, minacciava di buttarlo dalla finestra.
Lei stessa, dopo aver scontato il carcere, ha confessato di non sapere perché lo facesse e che, qualora non fosse stata fermata, sarebbe potuta andare oltre. Quindi un video di una scuola a sud del Texas. Un’operazione di polizia, a sorpresa. Coi ragazzi del Liceo fatti allontanare dalle aule e allineati nei corridoi, e un metal detector simile a quello degli aeroporti che li scansiona da capo a piedi. Mentre gli agenti frugano negli effetti personali, giustificandosi: “Nulla di illecito, è tutto autorizzato”, per verificare che non ci siano armi o sostanze stupefacenti. In studio, in alternanza coi video, Marrazzo interroga degli ospiti. Tra questi, Paola Cortellessa, un’insegnante del quartiere napoletano di Scampia, cui il conduttore chiede un commento su quanto appena visto: “Che cosa troverebbe la polizia negli zaini dei suoi ragazzi?” La risposta: “Quaderni, matite e poco altro. Non libri, perché costano troppo”.



Il fatto quotidiano

Fiction






Adriano Olivetti la forza di un sogno





Olivetti è stato una figura straordinaria nella storia del nostro Paese.Imprenditore pieno di talento e creatività,visionario nella concezione più positiva del termine,anticipatore di costumi,usi,modi di vivere,costruttore di modelli di società basati sulla solidarietà e sul reciproco aiuto,tutto quello che toccava lo rendeva produttivo e positivo e non solo per sè ma anche per tutte le persone che aveva intorno.Aveva capito,già negli anni 50,che non può esistere uno sviluppo vero di un'impresa senza che ci sia intorno uno sviluppo reale anche della società,intesa come benessere e qualità della vita delle persone che ci vivono.Qualcosa di rivoluzionario ancora oggi figuriamoci negli anni del dopoguerra con un Paese totalmente distrutto e a pezzi moralmente ed economicamente.Difficile quindi portare sul piccolo schermo una figura cosi complessa ed audace.Questa fiction c'è in parte riuscita,è riuscita a descrivere abbastanza bene il "quadro"dove si svolse la vicenda e anche certi avvenimenti che la carratterizzarono.Purtroppo però ci sono degli evidenti buchi di sceneggiatura,i dialoghi sono spesso banali,i personaggi poco incisivi e poco scavati nella loro vera realtà e nelle loro vere motivazioni,si scivola spesso nel già visto e nel voler commuovere a tutti i costi lo spettatore.Errori che sono molto frequenti nell eproduzioni italiane.Diciamo però che questa,forse grazie anche alla forza reale del protagonista e all'ottima interpretazione che ne ha saputo dare Zingaretti,si eleva un po' dalla media,rendendo il tutto un prodotto ben confezionato e godibile,e le due parti di un'ora e quaranta l'una scorrono via abbastanza facilmente senza grosse pause.

Accadimenti








Auguri di Buon Compleanno da tutti noi a Daniele........

Canzoni






Per Luca.....