sabato 16 gennaio 2010
venerdì 15 gennaio 2010
Poesie

Io non posso darti di più
Non sono più di quello che sono.
Ah come vorrei essere
sabbia, sole in estate!
Che ti sdraiassi
rilassata a rilassarti.
Che mi lasciassi
il tuo corpo quando te ne vai, orma,
tenera, tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
su di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla testa ai piedi
bruno.
Ah come vorrei essere
vetro, o stoffa o legno
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
e nacque a tremila chilometri!
Essere
la materia che ti piace,
che tocchi tutti i giorni
e che vedi già senza guardare
vicino a te, le cose
-collana, boccetta, seta antica -
di cui, quando senti la mancanza
chiedi: "Ah! dov'è?"
A come vorrei essere
un'allegria fra tutte,
una sola, l'allegria
di cui ti rallegri tu!
Un amore, un amore solo:
l'amore di cui tu ti innamoreresti.
Però non sono più di quello che sono.
Pedro Salinas
Pensieri
giovedì 14 gennaio 2010
Top Five
Storia
Una Donna.Rigoberta Menchú Tum (Chimel, 9 gennaio 1959) è una pacifista guatemalteca, che ha ricevuto nel 1992 il Premio Nobel per la Pace, datole "in riconoscimento dei suoi sforzi per la giustizia sociale e la riconciliazione etno-culturale basata sul rispetto per i diritti delle popolazioni indigene". Il premio le è stato conferito in parte per la sua biografia del 1987, Mi chiamo Rigoberta Menchú, raccolta dall'antropologa Elisabeth Burgos. I suoi detrattori sostengono che il libro contiene molti fatti inventati. I suoi difensori sostengono che qualsiasi eventuale invenzione passa in secondo piano rispetto all'estrema importanza del suo racconto della soppressione guatemalteca del popolo indio.
La Menchú sostiene che iniziò a lavorare come bracciante agricola migrante all'età di 5 anni, in condizioni che causarono la morte dei suoi fratelli ed amici. Da adulta, si unì a membri della sua famiglia in azioni contro i militari per i loro abusi dei diritti umani. La violenza la costrinse all'esilio nel 1981. La Menchú appartiene al gruppo etnico indigeno dei Maya Quiché.
Nel 1991 prese parte alla stesura da parte delle Nazioni Unite di una dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni. Rigoberta Menchú è ambasciatrice per l'ONU ed è tornata in Guatemala per lavorare al cambiamento del paese.
Ella ha inoltre cercato, nel 1999, di far processare in un tribunale spagnolo l'ex dittatore militare Efraín Ríos Montt, per crimini commessi contro cittadini spagnoli; tali tentativi sono stati comunque senza esito. In aggiunta alla morte di cittadini spagnoli, le accuse più gravi comprendono il genocidio contro la popolazione Maya del Guatemala.
Nel 2002 Rigoberta Menchú Tum è stata insignita della cittadinanza onoraria di Caorle Venezia.
Rigoberta ha avuto una vita incredibile.Ha avuto la famiglia sterminata,torturata,violentata,evirata,accecata,tutte le più orribili azioni che un uomo può fare su un altro uomo sono narrate nella sua biografia.E' scampata per miracolo a diversi tentativi di uccisione da parte dei militari della giunta che allora insanguinava il Guatemala.Più volte violentata e torturata ha sempre resistito e non si è mai arresa.Riusci a scappare dal suo paese e con l'aiuto di Elisabeth Burgos narrò la sua vicenda umana che servi per portare i riflettori internazionali su quel piccolo paese dimenticato da tutti,dove un vero e proprio genocidio era stato compiuto nel silenzio più totale delle organizzazioni internazionali.Solo Amnesty International denunciava a più riprese i massacri nei villaggi degli indios da parte dei militari e le torture sistematiche alla popolazione che viveva nel terrore di rappresaglie.Un piccolo omaggio ad una grande donna che pochi conoscono e che ha dimostrato che la volontà e la tenacia quando sono guidati dalla verità,portano spesso a ribaltamenti di situazioni che appaiono li per li disperate.
Poesie

Ci sono anime che hanno..(Garcia Lorca)
Ci sono anime che hanno
stelle azzurre,
mattini fioriti
tra foglie del tempo,
casti cantucci
che conservano un antico
sussurro di nostalgia
e di sogni.
Altre anime hanno
spettri dolenti
di passioni. Frutta
con vermi. Echi
di una voce arsa
che viene di lontano
come una corrente
d'ombre.
Ricordi
vuoti di pianto e
briciole di baci.
La mia anima è matura
da gran tempo,
e si dissolve
confusa di mistero.
Pietre giovanili
consunte di sogno
cadono sulle acque
dei miei pensieri.
Ogni pietra dice:
"Dio è molto lontano"
(08 febbraio 1920)
mercoledì 13 gennaio 2010
lunedì 11 gennaio 2010
Poesie
Padre
Una calda sorpresa
strinsi tra le braccia
una mattina d'inverno
e mai avrei pensato
che quel cucciolo di uomo
materia da plasmare
si trasformasse
cosi rapidamente
facendomi nascere di nuovo.
Sono stato padre
per spicchi di tempo
imparando un mestiere antico
travasando la mia anima
in un caldo corpicino
padre gioioso
e consapevole
di essere
una semplice
forma vuota
colmata solo
da una nuova vita.

