sabato 6 novembre 2021
Cinema
Per vendicare la morte dell'amato fratello scapestrato, una brillante chirurga plastica, andata un po' fuori di zucca, mette in opera una tremenda vendetta: rapisce Frank, lo spregevole, supermacho killer che l'ha ucciso, lo anestetizza e, con una serie di interventi, lo trasforma in una donna. Quello che interessa soprattutto a Hill è raccontare che cosa succede a Frank - quando si risveglia e si ritrova a sorpresa in un corpo non suo, costretto a fare i conti col mondo e con sé stesso, come donna - e come si vendicherà a sua volta. Ricorre a una tecnica di framing, tipica del graphic novel cui si ispira (scritto da Hill e Denis Hamill e pubblicato con il titolo Corps et Âme ) e confeziona con il suo talentaccio un western urbano sul tema della vendetta, una dark story fantastica che nulla ha a che vedere con la situazione che vivono i transgender, né vuole affrontare seriamente il tema. 2 attrici perfette nei rispettivi ruoli: la Weaver, volutamente mascolina nell'abbigliamento e nei modi, pazza e cattiva, e la Rodriguez, macho dotato delle curve sensuali che tanto gli piacevano ma che aborrisce possedere.
Poesie
Spesso il male di vivere ho incontrato (dalla raccolta Ossi di seppia, 1925)
Spesso il male di vivere ho incontrato
era il rivo strozzato che gorgoglia
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
Eugenio Montale
Cinema
Aggredita e stuprata in casa sua, Michelle, proprietaria di una società che produce videogiochi aggressivi e violenti, non denuncia la cosa e prosegue da subito come se nulla fosse accaduto, fino a quando lo stupratore riappare. Ispirato al racconto Oh... (2012) di Philippe Djian, e (mal) sceneggiato da David Birke, sul fronte suspense è prevedibile, prolisso e sfiora spesso il ridicolo involontario. Lo tiene in piedi solo la algida Huppert che, osannata da tutti, si cimenta di film in film con personaggi sempre più contorti e psicologicamente disturbati: Michelle - con la sua freddezza e l'assenza assoluta di sentimenti - è il simbolo di una società ipocrita, arida, amorale, violenta. O per lo meno questo era nelle intenzioni dell'autore.
Cinema
Immigrato italiano di 3ª generazione (vero nome: Gabriele Masciarelli), attivo in regia dal 1982 (con un grande successo nel 1990: Pretty Woman ) ripete la formula del precedente Appuntamento con l'amore (2010) con una ventina di personaggi - in 10 storie che s'intrecciano e si sfiorano - alcuni dei quali affidati a famosi attori. Formula che un po' è migliorata, se non altro per la descrizione di quel che succede dal 1907 la notte del 31 dicembre a Times Square: decine di migliaia di persone s'ammassano per assistere alla discesa di una grande sfera di cristalli. È un efficace esempio di docufiction su un evento tradizionale che non ha il suo corrispettivo in alcuna metropoli d'Europa. Tra le storiette che si alternano nella narrazione c'è quella di De Niro, malato terminale che recita sempre sdraiato a letto. Da non perdere gli ironici e divertenti titoli di coda.
Cinema
Col nome d'arte di Jack Cadillac, a Las Vegas Cris Johnson fa il prestigiatore, ma è anche un precognitivo in grado di "vedere" con un anticipo di due minuti quel che gli accadrà. È una dote misteriosa che attira l'attenzione di Callie Ferris, agente FBI impegnata in un'inchiesta per neutralizzare la minaccia di un attacco terroristico atomico che potrebbe fare milioni di morti. Basato sul racconto The Golden Man , scritto negli anni '50 da Philip K. Dick (affine a Minority Report ), è un fanta-thriller che per mezz'ora incuriosisce, ma poi diventa scontato, ripetitivo e chiassosamente spettacolare. Pur nei limiti di un regista come il neozelandese Tamahori, si ha l'impressione di un prodotto originale rovinato già in sede di sceneggiatura (Gary Goldman, Jonathan Hensleigh, Paul Bernbaum) da produttori ottusamente attenti al mercato.
Cinema
Un gioco di incastri che ruotano intorno alla scrittura. Hammond, scrittore famoso, sta illustrando il suo nuovo romanzo in cui Jansen, un aspirante scrittore, spinto dalla moglie, trova finalmente il successo. Solo che non è lui ad avere scritto il best seller: ha casualmente rinvenuto un manoscritto in una valigetta e lo ha ribattuto al computer. Ma ormai è fatta, almeno sino a quando un uomo anziano non gli sbatte in faccia la verità: quel romanzo è suo, anzi è la storia d'amore e di dolore della sua vita. Vero e falso, realtà e finzione, tutte le figure evocate prendono corpo con l'intento di mostrare quanto le nostre scelte producano conseguenze inimmaginabili, ma anche quanto il confine tra vita e fantasia sia labile. Firmato da 2 esordienti, il film appare un esercizio di scrittura più che un racconto emozionante.
Poesie
Corpo di Donna
Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche
tu assomigli al mondo nel suo atteggiamento di abbandono.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio dal fondo della terra.
Sono stato solo come una galleria. Da me fuggivano gli uccelli
e in me la notte entrava con la sua invasione possente.
Per sopravvivermi ti ho forgiato come un'arma,
come una freccia al mio arco, come una pietra nella mia fionda.
Ma cade l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del petto! Ah gli occhi dell'assenza!
Ah la rosa del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
Corpo di donna mia, persisterò nella tua grazia.
La mia sete, la mia ansia senza limite, la mia strada indecisa!
Oscuri fiumi dove la sete eterna continua,
e la fatica continua, e il dolore infinito.
Pablo Neruda
Cinema
A Melbourne una resa dei conti tra gang viene immortalata da una giornalista d'assalto (Gabrielle Fitzpatrick), ma quando i gangster se ne accorgono ha inizio una spietata caccia all'uomo, in cui la reporter finisce per coinvolgere involontariamente Jackie (Jackie Chan), ignaro cuoco di un Tv show.
Non fosse che per poche folgoranti sequenze che solo Jackie e Sammo sanno regalare, in Mr Nice Guy resterebbe poco o nulla per distinguerlo da un qualsiasi B-movie d'azione. Il fatto che sia girato quasi esclusivamente in inglese - in cinese parlano giusto tra loro Chan e Miki Lee - con probabili problemi di comunicazione tra Sammo Hung e il cast, non fa che acuire il pessimo livello della recitazione con un doppiaggio imbarazzante e sopra le righe. Inoltre la masnada di energumeni criminali da operetta è guidata dal karateka Richard Norton - già villain in diversi action hongkonghesi, come City Hunter con lo stesso Chan - garanzia di serie C dietro l'angolo. Ma sono caratteristiche che, in questo contesto, si potrebbero tranquillamente tollerare se solo Mr Nice Guy funzionasse come action movie: invece è proprio in quello che dovrebbe essere il suo punto di forza che il film crolla. Fatta eccezione per la favolosa sequenza slapstick nel cantiere edile, con un labirinto di porte blu e un uso geniale di ganci e betoniere, il livello è così piatto che spesso Sammo deve ricorrere a uno step-framing insistito per cercare di stupire. E nonostante sulla verosimiglianza Hitchcock abbia raccontato quel che ormai si conosce a menadito, non c'è giustificazione che tenga quando il video al centro della vicenda si rivela clamorosamente montato, con tanto di stacchi professionali. Giusto uno showdown senza esclusione di colpi tra Jackie e Norton avrebbe potuto salvare in extremis Mr Nice Guy, ma Hung ha pensato bene di negarci e negarsi anche quello, annientando a colpi di bulldozer il covo dei cattivi e le residue speranze riposte in Mr Nice Guy.
Emanuele Sacchi








