martedì 12 ottobre 2021

lunedì 11 ottobre 2021

Cinema

 



Raccontare gli ultimi sei mesi di Bettino Craxi è l'obiettivo, difficile e molto sensibile per l'Italia, dell'ultimo film di Gianni Amelio dal titolo Hammamet. Sono passati 20 anni dalla sua fine prematura in Tunisia, complesso dire se pochi o molti per cominciare a guardare con il giusto distacco il discusso leader politico socialista. Ma Gianni Amelio con la complicità di un Pierfrancesco Favino reso straordinariamente somigliante ci prova. Il film esce al cinema il 9 gennaio 2020, mentre il 19 gennaio del 2000 veniva a mancare l'ex premier italiano.


"Il film è collocato esattamente nell'ultimo anno del 1900, nel 1999. Io racconto sei mesi di vita di un uomo politico importante fino alla sua morte, ma non è un arco narrativo che somiglia a una biografia, tutto il contrario. Racconto gli spasmi di un'agonia".

Gianni Amelio


Un personaggio per cui appare calzare a pennello il detto inglese larger than life, questo è stato Bettino Craxi che concluse in Tunisia e proprio nell'Hammamet del titolo gli ultimi anni della sua vita. Da esiliato, come sosteneva lui, da latitante come sostenevano i magistrati dell'inchiesta chiamata Mani Pulite che terremotò il mondo politico italiano negli anni Novanta. Quello che è certo e che l'ex leader socialista arrivò all'ultimo appuntamento solo, amareggiato e molto malato sia per il diabete sia per un tumore.


Da quanto è stato anticipato, il film non mette l'accento sull'uomo politico ma si concentra maggiormente sulla sua vita privata. Anche se non mancheranno i riferimenti alla realtà dell'epoca, inestricabile con Craxi, e alle inevitabili considerazioni sulla perdita del potere. Nel cast, oltre a a Pierfrancesco Favino, troviamo Renato Carpentieri, Claudia Gerini, Livia Rossi e Luca Filippi.


Il film rappresenta anche un'operazione di mimesi straordinaria che ha portato Amelio a girare nei luoghi precisi dove si consumarono gli ultimi anni del leader politico. Tanto che uno dei set riguarda proprio la casa tunisina di Craxi.

Canzoni

 


Pensieri

 


Cinema

 



Sam Mendes reduce dagli ultimi due 007, Skyfall e Spectre, affronta così un piccolo avvenimento all'interno di uno degli scontri più importanti per il destino dell'Europa, la battaglia di Passchendaele nelle Fiandre occidentali. L'obiettivo del regista è raccontare gli aspetti più terribili della guerra di trincea tipici della Prima Guerra Mondiale, insieme al coraggio eroico dei due protagonisti capaci di sopportare le terribili vicissitudini che la loro missione richiede.


La grande spettacolarità delle scene di azione, una ricostruzione estremamente attenta ai dettagli e un cast straordinario completano 1917 che ha raccolto tutti insieme il premio Oscar (per Il discorso del re) Colin Firth, Benedict Cumberbatch (che negli ultimi anni ha vestito il manto del Doctor Strange nei film Marvel), Andrew Scott (recentemente visto in abiti talari nella seconda stagione di Fleabag), Mark Strong (è il terribile dottor Sivana di Shazam!), fino a Richard Madden (protagonista della serie Bodyguard).


Curiosamente tutti attori che hanno già lavorato insieme, basti pensare che Firth e Strong erano insieme nei film dedicati ai Kingsman; Madden e Chapman hanno in comune Il trono di spade, ma soprattutto Cumberbatch e Scott erano rispettivamente Holmes e Moriarty nella magnifica serie Sherlock.


Canzoni

 


Cinema

 


Fuggito dal ghetto di Varsavia con l'aiuto del padre, Srulik, un bambino ebreo di otto anni, si finge un orfano polacco per scampare alle truppe naziste. Con il nome fittizio di Jurek, tenta in ogni modo di sopravvivere e di essere coraggioso, attraverso la foresta e oltre, in cerca di una casa o di una fattoria dove avere cibo in cambio del proprio lavoro. Sarà anche consegnato ai nazisti, da cui riuscirà fortunosamente a svignarsela, continuando una dolorosa fuga verso la libertà: nel suo cammino, in cui si avvicendano le stagioni, entrerà in contatto con uomini e donne disposti ad aiutarlo oppure decise ad ucciderlo, fino alla fine dell'ostilità bellica.

È la storia di una perdita di identità quella raccontata nel commovente film di Pepe Danquart, un lento e progressivo allontanamento dalle proprie radici compiuto da un bambino che ha giurato al proprio padre di sopravvivere, contro tutto e tutti. Ispirandosi al best seller "Corri ragazzo", corri di Uri Orlev, che racconta la storia vera di Yoram Friedman, il regista fa del suo battagliero protagonista un simbolo della libertà e dell'intelligenza, uniche armi possibili contro l'abominio nazista. La fame di vita di Jurek scorre parallela alla cancellazione del suo passato, del proprio vero nome e della propria religione, lentamente, facendo palpare con mano la sofferenza di non avere diritto ad un posto nel mondo.

Anche in questo, la sua corsa senza sosta può essere vista come una metafora del popolo di Israele, verso il quale alla fine sente di non appartenere più, rimosso, allontanato, fino a quando non riuscirà a realizzare realmente in che modo è cominciato tutto. Col fiato sospeso, nascosto sotto alle tavole di legno di una casa di campagna o fuggendo da un ospedale dove gli è stato amputato un braccio a seguito di un incidente di lavoro, Jurek conosce l'esistenza del bene in persone disposte a rischiare la propria pelle pur di non arrestare la sua sfida ad andare oltre una realtà inconcepibile. Anche da questi incontri deriva forse l'indefessa forza di continuare a lottare.

Vincitore di un Oscar per il cortometraggio Schwarzfahrer (1993), Danquart segue dappresso un'odissea che non può non finire con un ritorno, con buona aderenza visiva al tempo del racconto e attenzione nel mostrare il circostante attraverso gli occhi di un bambino di otto anni: da qui probabilmente alcune, poche, immagini che potrebbero sembrare leziose e in netto contrasto con il tono globale. L'epilogo, dove incontriamo il vero Yoram Friedman, in Israele insieme alla sua famiglia, suggella il tema che, tra i tanti, sta più a cuore al regista. Un film sull'infanzia violata adatto anche agli spettatori più giovani. 

Libri

 



Il libro ha già di per sè un grande merito,vale a dire è scritto bene.Ha un pro ed un contro:Il contro è che si tratta,tranne una (Caterina da Siena),di donne appartenenti ad il mondo dello spettacolo e delle cultura,quindi secondo me,pur in contesti maschili,ma fortemente avvantaggiate nell'emergere e nel proporsi come battagliere avvocatesse dei loro diritti e reclamare la loro sacrosanta libertà.Il pro è che le donne scelte sembrano dire alle altre donne di non mollare mai e di saper ricominciare sempre malgrado le sconfitte.Sono "streghe"benevole queste Morgane,non atte a fare del male ma a spandere il loro talento,il loro sapere,la loro creatività,la loro intelligenza,il loro amore a tutta la società che le circonda.Sta a noi uomini capirlo camminando al loro fianco.

Cinema

 



Johann è un giovane procuratore nella Germania di fine anni 50.Grazie ad un giornalista anarchico viene in contatto con Simon,ebreo sopravvissuto ad Auschwitz e a due gemelle scampate per miraclo ai tragici esperimenti di mengele.Scoperchierà così una serie di connivenze e corruzioni di chi vorrebbe tacere un pezzo di sotria tragica della Germania del passato gettandola sotto il tappeto,Ma lui non si arrenderà.Storia vera e film asciutto e senza fronzoli ci mostra con stile quasi documentaristico cosa significhi l'omertà,il non saper fare i conti con la storia,e a tratti anche lo spudorato orgoglio di un regime del passato che ha saputo generare solo morte e distruzione.

Libri

 



Mi è sempre piaciuta la scrittura della Blixen,delicata,attenta ai sentimenti dei personaggi.In questo racconto,dal quale fu tratto anche un bellissimo film,si narra di una comunità in uno sperduto paesino norvegese,dove l'attenzione alle regole luterane è ferrea.Le due figlie del decano non fanno eccezione alla regola e vivono una vita fatta,in apparenza,di notevoli sacrifici a beneficio della comunità.In realtà in loro si agita tutto un mondo di emozioni,squarciate prima dall'arrivo di due uomini,e poi dall'arrivo di Babette,cuoca francese che scappava dalla soppressione dei moti rivoluzionari in Francia.Poco a poco entra a far parte della comunità e alla fine esprime il desiderio di fare un pranzo "alla francese".Tutto è metaforico e tutto porta ad indicare agli uomini che tutto ciò che è apparenza non porta soddisfazione interiore,mentre tutto ciò che parte da dentro riesce a colmare qualunque vuoto anche di vite apparentemente semplici.

Canzoni

 


Libri

 



Le coordinate spazio-tempo sono le più difficili per i bambini in età prescolare e della scuola primaria, che spesso annaspano nel tentativo di comprendere il “dopo” che viene continuamente citato misteriosamente dagli adulti ad ogni loro richiesta. "Quando mi compri il gelato"? “DOPO”

Ecco allora che, in mezzo a pagine coloratissime, brevi righe in un grande e chiaro stampatello cercano di comunicare ai bambini i concetti di tempo, gli opposti prima/dopo, con particolare sottolineatura di quest’ultimo. Si comincia con l’esatta cronologia delle stagioni (inverno, primavera, estate, autunno), legate fra loro da un nesso causale che il bambino può comprendere e si finisce con il tentare di far capire che c'è un nesso in tutto,tempo e spazio.