domenica 10 aprile 2011

Cinema


Claudio è un capocantiere edile romano,ha una vita stabile,una moglie che adora,due figli piccoli e uno in arrivo,una famiglia solida e unita,con un fratello single che vive in una casa vicino al mare e una sorella che lo coccola sempre.Durante il parto però la moglie muore dando alla luce il piccolo Vasco(sia Claudio che la moglie adorano questo cantante),e tutta la stabilità conquistata ad un tratto crolla.Si ritrova a dover gestire tre bambini,una casa,il cantiere,e soprattutto la terrificante mancanza della sua compagna.Ma non si dà per vinto.per i bambini si fa aiutare inizialmente dalla sorella e poi dalla vicina di casa che amorevolmente si prende cura oltre che del suo di bimbo,anche di quelli di Claudio.Poi decide di diventare imprenditore e di costruire da sè una palazzina prendendola in subappalto,perchè dentro di sè pensa che deve compensare la perdita della loro madre garantendo loro un futuro tranquillo,se non altro dal punto di vista economico.Tra alti e bassi alla fine riuscirà a realizzare la sua opera e a mantenere salda e unita la sua famiglia,con la forza e la determinazione che solo l'amore profondo possono dare.Un bel film di Luchetti,una storia minimalista ma che attraversa la vita di ognuno di noi e ci fa capire che l'unica forza possibile che ci guida la dobbiamo trovare dentro e allora potremo fare un percorso di vita sereno malgrado le disgrazie della vita.Bravissimi sia Elio Germano che Raoul Bova,finalmente in un ruolo serio e non da belloccio insipido,bella la colonna sonora,insomma uno di quei film che riconcilia con il cinema italiano.

mercoledì 6 aprile 2011

Poesie


L'eternità


È ritrovata.
Che cosa? L'Eternità.
E il mare andato via
Col sole.

Anima sentinella,
Mormoriamo la confessione
Della notte così nulla
E del giorno di fuoco.

Dagli umani suffragi,
Dai comuni slanci
lì tu ti liberi
E voli a seconda.

Poiché soltanto da voi,
Braci di raso,
Il Dovere si esala
Senza dire: finalmente.

Là nessuna speranza,
Nessun orietur.
Scienza con pazienza,
Il supplizio Ë certo.

È ritrovata.
Che cosa? - l'Eternità
E il mare andato via
Col sole.

Maggio 1872.
-- Arthur Rimbaud

Canzoni

Pensieri


Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell'anima. Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro.


Sant'Agostino

lunedì 4 aprile 2011

Poesie


Dico

L'uomo non é nato per tenere le mani
legate al palo delle preghiere

Dio non vuole ginocchia umiliate
nelle chiese,
ma gambe di fuoco che galoppano,
mani che accarezzano viscere di ferro,
menti che generano brace,
labbra che dànno baci.

Dico che io lavoro,
vivo, penso,
e che questo che faccio é un buon pregare,
che a Dio piace molto
e ne rispondo.

E dico che l'amore é il migliore
sacramento,
che vi amo, che amo,
e che non ho un posto nell'inferno.

Jorge Debravo

Storia


Empedocle (Ἐμπεδοκλῆς) (Agrigento, 490 a.C. circa – 430 a.C. circa) è stato un filosofo, poeta e scienziato greco antico, siceliota.

Empedocle nacque da una famiglia antica, nobile e ricca di Agrigento. Come suo padre Metone, che ebbe un ruolo importante nell'allontanamento del tiranno Trasideo da Agrigento nel 470, egli partecipò alla vita politica della città negli anni fra il 446 e il 444 a.C., schierandosi dalla parte dei democratici e contribuendo al rovesciamento dell'oligarchia formatasi all'indomani della fine della tirannide, un governo chiamato dei "Cinquecento". Dai suoi nemici fu poi esiliato nel Peloponneso, dove forse conobbe Protagora e Erodoto. Tra i suoi discepoli vi fu anche Gorgia.

Secondo il racconto di Diogene Laerzio, si iscrisse alla Scuola pitagorica divenendo allievo di Telauge, il figlio di Pitagora. Seguì la dieta pitagorica e rifiutò i sacrifici cruenti: secondo la leggenda, dopo una vittoria olimpica alla corsa dei carri, per attenersi all'usanza secondo cui il vincitore doveva sacrificare un bue, ne fece fabbricare uno di mirra, incenso ed aromi, e lo distribuì secondo la tradizione.

Secondo altri seguì gli insegnamenti di Brontino e di Epicarpo.

Se della sua vita non abbiamo molti dati certi, la sua fama di mago contribuì, invece, a far nascere numerose leggende sul suo conto. I suoi amici e discepoli raccontano ad esempio che alla morte, essendo amato dagli dèi, fu assunto in cielo; mentre Eraclide Pontico sostiene che, gettatosi nel cratere dell'Etna, il vulcano avrebbe eruttato, dopo qualche istante, uno dei suoi famosi sandali di bronzo. In realtà non sappiamo neanche se sia morto in patria o, come sembra più probabile, nel Peloponneso. I sicelioti lo veneravano come profeta e gli attribuivano numerosi miracoli.

A Empedocle la tradizione attribuisce numerose opere, fra cui anche alcuni trattati – sulla medicina, sulla politica e sulle guerre persiane – e tragedie. A noi sono giunti però solo frammenti dei due poemi: Sulla natura (Περὶ Φύσεως, Perì phýseōs, titolo per altro comune a molte opere filosofiche antiche) e Purificazioni (Καθαρμοί, Katharmoí). Della prima, di carattere cosmologico e naturalistico, sono rimasti circa 400 frammenti di diseguale ampiezza sugli originali 2000 versi, mentre della seconda, di carattere teologico e mistico, abbiamo poco meno di un centinaio rispetto agli originali 3000. La lingua da lui usata è il dialetto ionico.

La filosofia di Empedocle si presenta come un tentativo di combinazione sintetica delle precedenti dottrine ioniche, pitagoriche, eraclitee e parmenidee. Dalla filosofia ionica e da quella di Eraclito egli accoglie l'idea del divenire, del continuo e incessante mutamento delle cose. Da Parmenide, al contrario, accetta la tesi dell'immutabilità e dell'eternità dell'Essere. Empedocle – e come lui anche gli altri fisici pluralisti – cerca di risolvere questa contraddizione distinguendo la realtà che ci circonda, mutevole, dagli elementi primi, immutabili, che la compongono.

I quattro elementi

Empedocle chiama tali elementi "radici" (ριζώματα - rizòmata), e afferma che sono in tutto quattro, associando ognuno di essi a un particolare dio della mitologia greca, sulla base di concezioni orfiche e misteriche proprie dei riti iniziatici allora in uso presso la Sicilia orientale.[3] I quattro elementi (e i rispettivi dèi associati) dunque sono:
fuoco (Ade),
aria (Zeus),
terra (Era),
acqua (Nesti).

L'unione di tali radici determina la nascita delle cose e la loro separazione, la morte. Si tratta perciò di apparenti nascite e apparenti morti, dal momento che l'Essere (le radici) non si crea e non si distrugge, ma è soltanto in continua trasformazione. Si può perciò considerare il lavoro di Empedocle come una continuità temporale, tra i naturalisti e i sofisti, in cui si cerca di "conservare" le tesi dei precedenti filosofi. Infatti l'immortalità degli elementi può essere considerata come, per l'appunto, l'immortalità dell'essere, mentre il continuo nascere e morire degli aggregati è un richiamo piuttosto evidente al divenire di Eraclito.

L'aggregazione e la disgregazione delle radici sono determinate dalle due forze cosmiche e divine Amicizia o Amore (φιλóτας - filotas) e Contesa o Discordia (νεῖκος - neixos), secondo un processo ciclico eterno. In una prima fase, tutti gli elementi e le due forze cosmiche sono riunite in un Tutto omogeneo, nello Sfero, il regno dove predomina l'Amore. Ad un certo punto, sotto l'azione della Discordia, inizia una progressiva separazione delle radici. L'azione della Discordia non è ancora distruttiva, dal momento che le si oppone la forza dell'Amore, in un equilibrio variabile che determina la nascita e la morte delle cose, e con esse quindi il nostro mondo. Quando poi la Discordia prende il sopravvento sull'Amore, e ne annulla l'influenza, si giunge al Caos, dove regna la Discordia e dove è la dissoluzione di tutta la materia. A tal punto il ciclo continua grazie ad un nuovo intervento dell'Amore che riporta il mondo alla condizione intermedia in cui le due forze cosmiche si trovano in nuovo equilibrio che dà nuovamente vita al mondo. Infine, quando l'Amore si impone ancora totalmente sulla Discordia si ritorna alla condizione iniziale dello Sfero. Da qui il ciclo ricomincia.

Il processo che porta alla formazione del mondo è quindi una progressiva aggregazione delle radici. Tale unione, lungi dall'avere un carattere finalistico, è assolutamente casuale. E tale casualità si evidenzia a proposito degli esseri viventi. All'inizio infatti le radici si uniscono a formare arti e membra separati, che solo in seguito si uniranno, sempre casualmente tra di loro. Nascono così mostri di ogni specie (come ad esempio il Minotauro), che, dice Empedocle quasi anticipando Charles Darwin, sono scomparsi solo perché una selezione naturale favorisce alcune forme di vita rispetto ad altre, meglio organizzate e perciò più adatte alla sopravvivenza.

Le quattro radici sono anche alla base della gnoseologia di Empedocle. Egli infatti sostenne che i processi della percezione sensibile (essere modificati dagli oggetti esterni) e della conoscenza razionale fossero possibili solo in quanto esisteva una identità di struttura fisica e metafisica tra il soggetto conoscente, ossia l'uomo, e l'oggetto conosciuto, ossia gli enti della natura. Sia l'uomo che gli enti erano formati da analoghe mescolanze quantitative delle quattro radici ed erano mossi dalle medesime forze attrattive e repulsive. Questa omogeneità rendeva possibile il processo della conoscenza umana, che si basava dunque sul criterio del simile, tesi esattamente opposta a quella di Anassagora: l'uomo conosceva le cose perché esse erano simili a lui. Infatti così affermò Empedocle: «noi conosciamo la terra con la terra, l'acqua con l’acqua, il fuoco con il fuoco, l'amore con l'amore e l'odio con l'odio».

Nel secondo scritto a noi pervenuto, le Purificazioni, Empedocle riprende la teoria orfica e pitagorica della metempsicosi, affermando l'esistenza di una legge di natura che fa scontare agli uomini i propri peccati attraverso una serie continua di nascite e di morti, tramite cui l'anima, di origine divina, trasmigra da un essere vivente all'altro (animale o vegetale) per millenni. Questa concezione conduce al rifiuto assoluto dei sacrifici, poiché in ogni essere vivente vi è un'anima umana, che sta compiendo il suo ciclo di reincarnazioni. Se nel corso di questo ciclo l'anima si è comportata secondo giustizia, al termine potrà tornare nella sua condizione divina.

Rispetto alla sua precedente opera vi sono delle contraddizioni che è stato difficile per i suoi esegeti conciliare. Ad esempio, ad una visione naturalistica del poema Sulla natura si contrappone la teoria della reincarnazione delle Purificazioni: nel primo scritto l'anima è anche detta mortale, mentre è definita immortale nel secondo. C'è chi ha spiegato tali incongruenze con la versatilità di Empedocle, scienziato e profeta al tempo stesso, medico e taumaturgo contemporaneamente. C'è invece chi ha ipotizzato una paternità diversa delle due opere. Recentemente, tuttavia, è stato rinvenuto un papiro contenente nuovi scritti di Empedocle, che ha consentito di integrare le due versioni, portando a ritenerle complementari. Le due opere, quindi, farebbero forse parte di uno stesso trattato.

Lo stile di Empedocle viene lodato dagli antichi:(LA)
« Dicantur ei quos physikoús Graeci nominant eidem poetae, quoniam Empedocles physicus egregium poema fecerit » (IT)
« Siano pure detti poeti anche coloro che i greci chiamano fisici, dal momento che il fisico Empedocle scrisse un poema egregio »
(Cicerone, De Oratore 1, 217)

Canzoni

sabato 2 aprile 2011

Cinema


Uno dei film italiani sull'insensatezza della guerra più belli mai fatti.Narra la storia vera di una troupe cinematografica che si trova,suo malgrado,ad essere vittima della strage di Nassiriya,in Iraq.Il regista del film,Aureliano Amadei,che scrisse anche un bellissimo libro sul fatto,essendo stato testimone oculare della strage,scampato per miracolo all'attentato,ci mostra senza fronzoli cosa significa la normalità,i rapporti personali distesi,tra un gruppo di soldati in "missione di pace"in una zona di guerra e un giovane aiuto regista provenienti dai centri sociali con l'unica speranza ed illusione di poter filmare e fermare un attimo di realtà.Terrificante la sequenza dell'attentato,con la ripresa della sola mano insanguinata del giovane aiuto regista mentre tutto intorno a lui era odore di sangue,di corpi bruciati,di pallottole vaganti,di urla strazianti.Mano che scavava nella sabbia per raggiungere un riparo dove ormai non c'era più nulla da salvare,se non quello che restava del proprio corpo mutilato e straziato.Grandissima prova d'attore di Vinicio Marchioni che ormai ha raggiunto una grande maturità scenica,e di Carolina Crescentini davvero bravissima nel ruolo della fidanzata,specie nelle sequenze nell'ospedale militare.Ha vinto numerosi premi questo film ma secondo me dovrebbe essere mandato in onda in prima serata per mostrare a tutti cosa significa scegliere la distruttività per risolvere i problemi,vedere quanto l'Uomo sia pregno di illusioni,di manie di grandezza,di eroismi di cartapesta,e ricada sempre nello stesso errore di fare la guerra, per garantire la pace o meno.

Fotografia

Pensieri


Finalmente è arrivata la Primavera.Dopo un lunghissimo,buio e piovoso inverno,ricominciamo le nostre giornate con il privilegio di una luce cristallina,dell'aria frizzante che ti accarezza la pelle,con le immagini nitide e potenti del mare,con i colori che la natura ci regala meravigliosi,con l'esplosione di profumi che inebria i nostri sensi,con i cambiamenti interiori che sembrano impercettibili ma in realtà rumoreggiano fragorosi nelle nostre anime.Cambiamo abiti,spostiamo mobili,rinnoviamo stanze,eliminiamo il superfluo,non accorgendoci che cambiamo spostiamo rinnoviamo eliminiamo una parte di noi stessi e di quello che ci circonda.

Poesie


Vorrei avere
un pennello
fatto di luce stellare
per scrivere il tuo nome
sul mio corpo nudo
affinchè brilli
oltre tutte
le galassie possibili




Per Scespirina

Canzoni